Il corpo di Paolo Calissano è stato ritrovato senza vita lo scorso 28 dicembre. Ad ucciderlo probabilmente un mix di psicofarmaci.
La vita dell’attore è stata stravolta da una serie di problemi legati alla droga e ai dolori che la sua vita gli ha riservato.
Chi era Paolo Calissano
Paolo Calissano era famiglia di imprenditori, Calissano era nato a Genova il 18 febbraio 1967.
Dopo gli studi a Boston e le prime esperienze nei fotoromanzi, aveva debuttato al cinema con “Palermo-Milano solo andata” e in tv, diventando noto al pubblico grazie a serie come “General Hospital”, “La dottoressa Gio'”.
Ha partecipato anche a “Linda e il brigadiere” e soprattutto grazie alle soap italiane “Vivere”, in cui interpretava il dottor Bruno De Carolis, e “Vento di ponente”.
La partecipazione a tutte queste serie tv lo hanno reso un volto celebre del piccollo schermo.
Nel 2004 aveva partecipato alla seconda edizione de “L’Isola dei famosi”, ma si era dovuto ritirare per un infortunio.
Dopo i guai giudiziari, era tornato a recitare al Teatro Brancaccio di Roma nel musical “A un passo dal sogno”, nel 2007. La sua ultima apparizione in tv nel 2018, nella fiction di Rai1 “Non dirlo al mio capo 2”.
Paolo Calissano: i guai giudiziari
Nel 2005 Paolo Calissano era stato al centro di una drammatica vicenda: nel suo appartamento, a causa di un’overdosedi cocaina, morì infatti una donna, Ana Lucia Bandiera.
Arrivò la condanna a quattro anni di carcere con l’accusa di averle ceduto la droga.
Dopo un percorso riabilitativo, Calissano finì nuovamente al centro della cronaca nel 2008: coinvolto in un incidente stradale fu infatti trovato positivo alla cocaina.
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La sua scomparsa ha provocato un grande dolore ai tantissimi fan che lo amavano.
La sua ex fidanzata Fabiola Palese che ha ritrovato il corpo dell’attore, ha dichiarato che non crede all’ipotesi del suicidio.
Al Messaggero la donna ha raccontato: “Credo che non abbia retto a tutti i farmaci che prendeva per via della sua depressione. In queste ultime settimane era andato molto giù e le feste di Natale lo angosciavano amplificando il suo sentirsi solo”.
