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Chi era Giovanni Lizzio: storia vera, moglie, figli, arresti e omicidio

Giovanni Lizzio è stato uno dei simboli della lotta alla mafia. Un eroe contemporaneo che ha pagato con la vita la sua onestà.

Dalle origini alla carriera nella Polizia

Nato nella splendida Catania, Giovanni Lizzio intraprese la carriera di poliziotto a Napoli. Dopo aver prestato servizio in quella città per alcuni anni, fece ritorno alla sua amata Catania, unendosi alla squadra mobile.

Durante la sua prolifica carriera, Lizzio non si limitò a indagare solo sui gruppi mafiosi già noti, ma estese le sue indagini anche alle cosche emergenti, cercando di fermare la crescita della mafia fin dalle sue radici. Questa sua profonda conoscenza delle dinamiche mafiose e delle sue reti, lo trasformò in un “archivio vivente” per l’intera questura di Catania. Grazie ai numerosi arresti di mafiosi effettuati, divenne uno dei poliziotti più conosciuti e rispettati nella città.

La lotta al racket e all’estorsione

Nel periodo precedente al suo omicidio, Giovanni Lizzio aveva assunto un ruolo di primaria importanza nella lotta contro le estorsioni, essendo a capo del nucleo anti-racket della questura di Catania. In quegli anni, la presenza della mafia era così radicata nella società che la maggior parte degli imprenditori catanesi era costretta a pagare il pizzo, un tributo imposto dalla mafia per “protezione”. Ma grazie al lavoro instancabile e alle indagini di Lizzio, molti estorsori furono portati davanti alla giustizia.

Gli arresti che preannunciano una tragedia

Pochi giorni prima del suo tragico destino, l’ispettore-capo Lizzio aveva compiuto un gesto audace: aveva orchestrato e eseguito una serie di arresti mirati contro un influente clan mafioso cittadino. Quest’azione, seppur rappresentante un colpo significativo alla struttura criminale, lo mise inevitabilmente nel mirino della mafia, dimostrando una volta di più quanto fosse pericoloso e rischioso il suo lavoro.

Vita privata e eredità

Al di fuori del suo impegno professionale, Giovanni Lizzio era un uomo di famiglia. Sposato, era padre di due figlie e, nonostante le pressioni e i pericoli connessi al suo lavoro, cercava sempre di proteggere e sostenere la sua famiglia.

Il suo omicidio nel 1992 fu un duro colpo per la comunità di Catania e per l’Italia intera, ma la sua eredità vive ancora.

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