Christiaan Barnard è stato il primo chirurgo a effettuare un trapianto di cuore, l’intervento riuscì anche se il paziente morì pochi giorni dopo.
Christiaan Neethling Barnard è una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia della medicina. Nato a Beaufort West l’8 novembre 1922, questo chirurgo sudafricano è ricordato per aver effettuato il primo trapianto di cuore nella storia della medicina. Ma chi era davvero questo personaggio complesso e controverso?
Barnard era conosciuto per il suo carattere forte e in molti lo definivano egocentrico, gran lavoratore, intelligente, ambizioso, insolente e arrogante. Aveva una sorta di fiera convinzione di poter fare qualsiasi cosa che gli altri sapessero fare, talvolta sfociando in bizzarri esperimenti scientifici che servivano più a dimostrare il suo virtuosismo tecnico che a fornire reali benefici medici. Il suo comportamento spesso tracotante gli procurò non poche critiche da parte dei colleghi.
Nonostante la controversia che lo circondava, Barnard passò alla storia per aver effettuato il primo trapianto cardiaco al mondo il 3 dicembre 1967. Contravvenendo alle leggi di allora, espiantò il cuore da una giovane donna per trapiantarlo in un uomo di mezza età, Louis Washkansky. Sebbene Washkansky sopravvisse solo per 18 giorni, l’operazione fu presentata dai media come un grande trionfo della medicina e Barnard divenne una star internazionale.
Non fermatosi al primo trapianto, Barnard ripeté l’impresa il 2 gennaio 1968, questa volta con successo. Il dentista Philip Blaiberg, ricevente del trapianto, sopravvisse per più di un anno e mezzo, dando il via libera ai trapianti di cuore. Tuttavia, emersero polemiche riguardanti le procedure adottate da Barnard. Secondo alcuni, partì troppo presto, quando lo stato delle conoscenze era ancora limitato, dando il via a una serie di trapianti da parte di chirurghi non adeguatamente preparati.
Nonostante le controversie, un merito a Barnard deve essere riconosciuto. Fu grazie alla sua audacia che la comunità medica si decise ad adottare criteri comuni per la definizione di “morte cerebrale”. Questo rappresentò un traguardo significativo per la medicina, dando una risposta a un dilemma etico e medico che si era presentato con l’avvento delle tecniche di rianimazione.
Oltre alla sua carriera, la vita personale di Barnard fu altrettanto movimentata. Fu sposato tre volte, avendo una predilezione per le donne molto più giovani di lui. La sua seconda moglie, Barbara Zoellner, era appena diciannovenne quando la sposò nel 1970; la terza, Karin Setzkorn, era di una cinquantina d’anni più giovane di lui.
Barnard morì nel 2001 a Cipro, per un attacco d’asma. Eppure, ironicamente, tutti i giornali scrissero che aveva avuto un infarto al cuore. Il suo lascito continua a influenzare la medicina, la sua audacia ha spinto i confini della chirurgia del trapianto, e il suo personaggio controverso rimane indelebile nella storia della medicina
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