Chi era Artemisia Gentileschi, artista a cui Google ha dedicato un doodle

Oggi, 8 luglio, Google ha dedicato il suo doodle a un’artista italiano Artemisia Gentileschi.

Nacque a Roma nel 1593 , figlia di Orazio, pittore amico di Caravaggio. Orfana di madre, la sua crescita fu dunque condizionata dall’ambiente in cui viveva, non a caso frequentava artisti e intraprese così la carriera del padre.

La sua vita fu pesantemente condizionata da uno stupro subito da Agostino Tassi pittore amico del padre, quando aveva solo 18 anni. Non servì a nulla la denuncia del padre e il conseguente processo, anzi fu proprio l’onore di Artemisia a essere infangato per le persone dei tempi.

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Fu torturata durante il processo,le sue mani erano strette a delle corde e tirate. Le mani ferite da viti misero a rischio l’uso delle dita, che per una pittrice sarebbe stato un danno ulteriore. Lei non ritrattò mai la sua posizione, ma attorno a lei furono costruite le storie più disparate. Fu anche accusata di rapporti incestuosi con il padre e di avere una lunga lista di amanti.

Alla fine del processo Tassi fu condannato a otto mesi di carcere, ma fu poi accusato anche di altri reati come furti, debiti e di essere il mandante del tentato omicidio della moglie. Artemisia invece fu costretta a lasciare Roma e a sposare un artista fiorentino Pierantonio Stiattesi.

A Firenze riuscì ad esprimere tutta la sua arte nel disegno. Il successo tanto sperato, però, non arrivò e nel 1621 tornò a Roma. Solo in un secondo momento, dopo il trsferimento a Napoli si dedicò con più impegno alla pittura seguendo lo stile di Caravaggio.