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Chi è Yvonne Girardello: età, marito e vita privata della prima hostess italiana

Forse non tutti conoscono Yvonne Girardello, ma parliamo della prima hostess di volo italiana. Di origine veneziana non ha mai avuto paura di volare e questa passione l’ha accompagnata per tutta la sua vita. Scopriamo qualcosa su di lei.

Yvonne Girardello, qualcosa di lei

Nata nel 1923 a Venezia, Yvonne Girardello aveva paura degli aerei quando era piccola. Questi velivoli la terrorizzavano perché li associava alla guerra, ma con il passare del tempo sono diventati la sua seconda casa. Crescendo veniva definita come un “maschiaccio” soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale in quanto lavorava nelle Officine Aeronavali del Lido dove gli aerei giungevano per fare la revisione.

Il suo lavoro era quello di revisionare i libretti dei piloti fino a quando assiste alla nascita della Trans Adriatica. Era solo una ragazzina quando ricevette una proposta unica e incredibile. Infatti, le venne domandato di diventare la prima hostess di volo e soprattutto di bordo. In quegli anni questo mestiere non esisteva ancora e Yvonne non ci pensò due volte ad accettare.

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Tutto questo era affascinante per lei e l’idea di viaggiare per il Paese non le fece paura. Oltrettutto, pensò, che non si trattava di un mestiere così difficile. Infatti, era sufficiente essere gentile, sorridente e disponibile con i viaggiatori e tutte queste caratteristiche le deteneva senza problemi. Il suo primo volo avvenne nel DC-3 un aereo realizzato negli anni Quaranta e che la mise alla prova. Rischiò infatti di schiantarsi e una volta giunta a terra, il pilota le disse che era pronta per volare perché non aveva dimostrato paura.

I ricordi di Yvonne Girardello

Dopo questa esperienza che avrebbe messo in allarme moltissime persone, per Yvonne si aprì una lunghissima carriera di assistente di volo. Erano anni particolari in cui le donne erano viste come persone di casa  tanto che per lavorare, Yvonne dovette farsi firmare il consenso da sua mamma. Quest’ultima la sostenne sempre e le cucí appositamente una bellissima divisa azzurra e le regalò quella libertà che la giovane ragazza aveva sempre sognato.

La donna, ormai 100enne, ha ricordato più di una volta che per questo mestiere ha rischiato la vita diverse volte soprattutto quando ha dovuto gestire un atterraggio pericoloso sulla città di Bologna. Quel giorno, a causa di una brutta tempesta, l’aereo si stava per schiantare al suolo e lei con il sangue freddo ha tranquillizzato i passeggeri fino alla conclusione del viaggio.

Manuela Bortolotto

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