Vito Fiorino è stato un uomo simbolo di generosità. E’ riuscito a salvare ben 47 migranti nella notte del naufragio.
Un gesto di coraggio e di generosità raramente eguagliabile e che in pochissime circostanze può essere raccontato.
Chi era Vito Fiorino
Vito Fiorino nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 2013, a largo di Lampedusa, salvò 47 migranti, nel naufragio in cui morirono 368 persone.
Proprio da quella tragedia è nato l’impegno di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della FCEI, sull’isola, e da lì hanno preso le mosse anche i corridoi umanitari.
Per questo, dal 2014, Vito Fiorino è un riferimento e un amico, per le chiese evangeliche e per il progetto sull’isola.
A lui Netflix ha dedicato un serie composta da quattro puntate, ispirate al libro del pontefice Sharing the Wisdom of Time (La saggezza del tempo), con Papa Francesco nelle vesti di narratore.
Le parole di Vito Fiorino raccontano quanto sia stato difficile quella notte per lui e per i poveri migranti naufragati nel mezzo di una tragedia.
“E’ stata un’esperienza emozionante, abbiamo girato oltre 12 ore di riprese sul naufragio, sulla mia vita…Sono molto emozionato all’idea di assistere alla proiezione di questo progetto, anche perchè in sala ci saranno mia nipote di 14 anni, e la mia famiglia, e la mia barca è dedicata proprio a loro”.
Da quella sera Vito è una delle voci di Lampedusa, è in contatto con i sopravvissuti e le loro famiglie, e ogni 3 ottobre partecipa alle commemorazioni, oltre che girare l’Italia, soprattutto le scuole, per raccontare e testimoniare ciò che accadde.
A lui nei prossimi giorni sarà anche intitolato un albero nel “Giardino dei giusti”, a Civitavecchia.
“Ho una devozione per la memoria, per questo credo sia importante continuare a parlare ed umanizzare ciò che accade ogni giorno nel Mediterraneo. Quanto al 3 ottobre, io non mollo, e continuerà a chiedere verità e giustizia, per le vittime di quel naufragio, e per chi è sopravvissuto”.
