Vivi.libera
La vita di Salvatore Vaccaro Notte, nativo di Sant’Angelo Muxaro, è stata segnata da coraggio, determinazione e un tragico destino. La sua storia è un esempio di tenacia di fronte alle avversità e l’assoluta necessità di resistere all’oppressione della mafia.
Nato il 19 settembre 1957 a Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, Salvatore Vaccaro Notte emigra in Germania nel 1979 insieme a suo fratello Vincenzo, spinto dalla mancanza di opportunità lavorative nella sua terra natale. In Germania, i due fratelli intraprendono l’attività di pizzaioli e, grazie al duro lavoro e all’ingegno imprenditoriale, riescono a risparmiare una somma di denaro significativa.
Nel 1998, i fratelli Vaccaro Notte decidono di reinvestire i loro risparmi nella natia Sicilia, avviando un’impresa di pompe funebri. Questa nuova attività li pone in diretta concorrenza con i fratelli Milioto, Angelo e Alfonso, proprietari dell’agenzia di onoranze funebri del paese. Tuttavia, a differenza dei Milioto, i Vaccaro Notte dispongono delle necessarie autorizzazioni per la gestione completa dei funerali, riuscendo a conquistare il favore della comunità locale.
Purtroppo, il successo dei fratelli Vaccaro Notte attira l’attenzione indesiderata della “Cosca dei Pidocchi“, il gruppo mafioso locale. Dopo il rifiuto di un compromesso con la mafia, Vincenzo viene brutalmente ucciso il 3 novembre 1999. Nonostante la tragedia, Salvatore non si lascia intimidire e decide di continuare l’attività. Inizia a indagare personalmente sull’omicidio del fratello, sfidando apertamente gli assassini. Tuttavia, la sua resistenza trova un tragico epilogo quando viene ucciso il 5 febbraio 2000.
Dopo la morte dei due fratelli, entra in scena un terzo fratello, Angelo Vaccaro Notte, che era rimasto in Sicilia lavorando nel Corpo forestale dello Stato. Angelo decide di collaborare con le forze dell’ordine, raccontando i retroscena dei due omicidi e le pressioni subite dalla famiglia. Grazie alla sua testimonianza, le indagini procedono rapidamente, portando all’arresto di noti mafiosi latitanti il 10 maggio 2006.
I mandanti degli omicidi dei fratelli Vaccaro Notte, Giuseppe Vaccaro e Pietro Mongiovì, vengono individuati e arrestati. Salvatore Fragapane, capo mandamento di Cosa nostra agrigentina, viene condannato all’ergastolo. La storia di Salvatore Vaccaro Notte rimane un simbolo di resistenza e coraggio, un monito eterno contro la violenza e l’oppressione della mafia.
Foto (Vivi.libera)
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