Pupi Avati è uno dei registi italiani più noti e apprezzati del panorama cinematografico. Scopriamo i segreti della sua vita privata e professionale.
Pupi Avati nasce a Bologna il 3 novembre del 1938, e quindi al momento della stesura di questo articolo ha 82 anni. È sposato con la moglie Marialuisa Gazebo, dalla quale ha avuto tre figli: Pietro, Guido e Giovanni.
Dopo aver studiato scienze politiche e lavorato per la Findus per qualche anno, Avati decide di dedicarsi alla sua passione: il cinema. Inizia come sceneggiatore e poi come regista, realizzando film di diversi generi: dall’horror alla commedia, dal dramma al musical.
Il suo esordio cinematografico avviene con due horror grotteschi: “Balsamus, l’uomo di Satana” (1968) e “Thomas e gli indemoniati”. Partecipa poi come sceneggiatore al film “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini. Nel 1974 gira il film di ispirazione felliniana “La mazurca del barone, della santa e del fico” con Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio e Delia Boccardo. Il film successivo, “Bordella” (1977), viene censurato dalla critica, ma “La casa dalle finestre che ridono” (1976) riscuote un grande successo.
La carriera di Pupi Avati è costellata di film di successo come “Regalo di Natale” (1986), “Storie di ragazzi e di ragazze” (1989), “Festival” (1996), “Ma quando arrivano le ragazze” (2005) e molti altri.
Nel corso degli anni ha anche scritto diversi romanzi e ha pubblicato la sua autobiografia intitolata “Sotto le stelle di un film” (2008). Attualmente vive a Bologna, la sua città natale, dove gestisce la casa di produzione Fourlab.
Pupi Avati ha una relazione molto stretta con la sua famiglia, e in particolare con i figli. Infatti, ha spesso lavorato con loro: Pietro ha recitato in diversi suoi film, mentre Guido ha scritto alcune sceneggiature e Giovanni si è occupato di produzione. In un’intervista, Avati ha dichiarato di aver sempre cercato di non intromettersi troppo nella vita dei suoi figli, lasciando loro la libertà di fare le proprie scelte.
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