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Chi è nella realtà Hannah la protagonista di Correre per ricominciare: la vera storia

Tra i film che vale sicuramente la pena vedere almeno una volta nella vita, Correre per ricominciare è in cima alla lista.

Questa pellicola cinematografica, nata dalla mano di Alex Kendrick, si ispira ad una storia realmente accaduta.

Il regista ha infatti deciso di dedicare questo film a tutti malati terminali e a coloro che si sono allontanati dalla fede.

Chi è nella realtà Hannah Scott la protagonista del film?

Uno dei protagonisti principali del film è sicuramente Hannah Scott, una ragazza che ama la corsa sopra ogni cosa.

Nonostante la sua grande passione però Hannah non può praticare questo sport come vorrebbe, in quanto è affetta da una grave forma di asma che l’ha colpita dalla più tenera età.

La ragazza quindi fa di tutto per tenere il ritmo e per cercare di gareggiare con le ragazze della sua stessa età. Spesso però deve ritirarsi dalle competizioni poiché la sua patologia è molto severa.

La riscoperta della fede

La situazione migliora notevolmente quando Hannah viene affidata ad un nuovo coach, l’allenatore John Harrison.

L’uomo ha molti rimpianti nella vita e avendo subito diverse perdite decide di prendere a cuore il caso della ragazza.

Comincia quindi ad allenarla e a cercare delle soluzioni per far sì che Hannah possa gareggiare nonostante il male che l’affligge.

Leggi anche: Chi è nella realtà John Harrison allenatore correre per ricominciare: storia vera

La svolta arriverà quando l’uomo conoscerà un malato terminale appassionato di sport, il quale darà profondi consigli all’uomo per allenare al meglio la ragazza.

Tutti i personaggi di questa vicenda si focalizzano su persone e vicende realmente accadute, anche se non è dato conoscere l’identità di questi in maniera precisa.

Leggi anche: Correre per ricominciare, chi è nella realtà Thomas Hill, il padre di Hannah: storia vera

Più volte il regista ha dichiarato di donare ai suoi personaggi la vitalità e la trasparenza di tutte quelle persone che hanno dovuto abbandonare la vita per malattie molto gravi.

L’uomo però, non ha voluto realizzare questo film con un senso di tristezza, ma con grandi prospettive legate al filone della speranza.

Alice Oliva

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