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Michele Padovano dopo 17 anni è stato assolto dall’accusa che lo vedeva coinvolto nel finanziamento di un’associazione che sarebbe stata implicata nel traffico di droga. La vicenda di questo dirigente sportivo è stata molto complessa.
Ha dovuto affrontare l’arresto, tra carcere e domiciliari, e poi alla fine tutto si è risolto per il meglio. Michele Padovano, infatti, ha dovuto affrontare una condanna a 24 anni in primo grado, che poi in appello è stata ridotta a 8 anni. Il ricorso in Cassazione ha portato all’annullamento della sentenza precedente. Ma come mai è stato coinvolto in tutta questa vicenda? Spieghiamolo nei dettagli.
Michele Padovano aveva prestato 36.000 euro ad un amico. Lo conosceva molto precisamente, perché era un suo caro amico d’infanzia. I fatti si erano svolti a Druento, in periferia a Torino. L’amico gli aveva detto che i soldi gli servivano per comprare un cavallo.
Padovano, però, non sapeva che il suo amico fosse coinvolto anche in altri giri e per questo gli inquirenti hanno pensato, attraverso un’indagine, alla sua partecipazione in attività poco lecite. Nonostante sia stato dimostrato che effettivamente con i soldi prestati da Padovano siano stati acquistati dei cavalli, comunque nessuno ha potuto fare niente per evitargli l’accusa.
Michele Padovano è nato il 28 agosto del 1966 a Torino. Ha una moglie che si chiama Adriana e un figlio di 30 anni di nome Denis. Ha iniziato la sua carriera da professionista nell’Asti in C2. Era la stagione calcistica tra il 1985 e il 1986.
L’anno dopo si è trasferito a Cosenza, affrontando sfide in diversi anni. Con la sua professionalità è riuscito a riportare la squadra quasi alla massima serie. In Serie A arrivò con la maglia del Pisa, poi passò anche in altre squadre sempre importanti a livello nazionale, come il Napoli, il Genoa, la Reggiana, per arrivare nel 1996 alla Juventus.
Proprio a Torino trovò l’ambiente ideale per diventare un protagonista del mondo calcistico del tempo. Infatti fu anche per mezzo di lui che la Juventus nel 1996 conquistò la Champions League. L’anno dopo riuscì ad ottenere ancora più spazio perché fu molto apprezzato da Marcello Lippi.
La svolta nella sua carriera arrivò quando è stato convocato in nazionale, quando allora era commissario tecnico Cesare Maldini. Il suo esordio in nazionale avvenne nella partita contro la Moldavia. L’Italia riuscì a vincere per 3 a 0. Poi dopo l’attività di calciatore professionista Padovano si dedicò alla carriera di dirigente tecnico.
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