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Chi è Marco Ventura: età, lavoro e racconto su Angelo Formiggini

Marco Ventura è un noto scrittore e autore che sarà ospite di Oggi è un altro giorno per raccontare l’incredibile storia di Angelo Formiggini.

La vita e le opere di Angelo Formiggini

Angelo Fortunato Formiggini è stato un editore ebreo e intellettuale italiano attivo negli anni Venti e Trenta del Novecento. Nato a Modena nel 1878, è stato il primo suicida contro le leggi razziali e le persecuzioni del regime fascista. Il gesto che ha compiuto, buttandosi dalla Torre della Ghirlandina di Modena il 29 novembre 1938, è stato un forte segnale di opposizione al regime di Mussolini e alla politica antisemita del governo.

Formiggini è stato un personaggio eclettico e poliedrico, capace di coniugare la passione per il libro e la cultura con un forte impegno civile e politico. Visionario e ironico, ha dedicato tutta la sua vita alla promozione del libro e della cultura, diventando uno dei protagonisti della cultura italiana degli anni Venti e Trenta.

Tra le sue iniziative più rilevanti, va ricordata la fondazione dell’Enciclopedia italiana, che però gli fu poi strappata dal grande avversario, Giovanni Gentile. Fu Formiggini a coniare la parola “editoria” e a lanciare riviste e collane di successo, tra cui “L’Italia che scrive” e “Classici del ridere”. Inoltre, fu lui a inventare la prima “biblioteca circolante”, un sistema di prestito dei libri che consentiva di diffondere la cultura in tutto il paese.

Discendente dei gioiellieri degli Estensi, Formiggini sacrificò il suo patrimonio e le sue infinite energie allo scopo di tutta una vita: fare “bei libri”. Strinse legami con i maggiori intellettuali del tempo, come Giovanni Pascoli e Benedetto Croce, e si contraddistinse per la sua ironia e la sua filosofia di vita basata sulla fratellanza umana.

Il gesto di Angelo Formiggini

Il gesto eclatante di Formiggini, il suicidio dalla Torre della Ghirlandina di Modena, rappresentò un forte segnale di protesta contro l’infamia delle leggi razziali e la persecuzione degli ebrei in Italia. Formiggini stesso definì il suo gesto un “preciso dovere” per dimostrare l’assurdità malvagia dei provvedimenti razzisti.

Il gesto di Formiggini fu molto importante per la lotta alla discriminazione e all’oppressione, e lo rese un simbolo della lotta per la libertà e l’uguaglianza. Anche se la sua vita e il suo gesto sono tutt’ora avvolti in una sorta di congiura del silenzio, la sua eredità culturale e il suo impegno civile rappresentano un monito contro ogni forma di ingiustizia e discriminazione, e un richiamo alla necessità di difendere la libertà e la dignità umana.

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