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Quello che è accaduto a Yara Gambirasio nel 2010 è un fatto di cronaca nera che sta tenendo banco ancora oggi. Oltre ad essere diventato un caso mediatico, tutti gli italiani vogliono e pretendono che sia fatta giustizia. Cosa sappiamo della mamma? Prima di scoprirlo facciamo un breve riassunto della vicenda.
Torniamo alla sera del 26 novembre del 2010 quando la giovane Yara, classe 1997, si reca come sempre al centro sportivo dove pratica la sua disciplina preferita: la ginnastica ritmica. Un amore che ha da sempre e che pratica con passione e costanza.
L’allenamento dura fino per oltre un’ora e dopo essersi cambiata, Yara esce dal centro facendo perdere le sue tracce. A casa non arriverà mai e le telecamere di sicurezza della palestra sono inattive. In questo modo non si sono potuti ricostruire i fatti.
Alle 18.44 il suo cellulare si aggancia ad una cella di un paese che si trova a 3 Km da casa sua fino che a poco prima delle 19 il suo telefonino risulta inattivo. Il segnale scompare e con lui, anche la giovane Yara. Il primo ad essere sospettato fu un operaio di origini marocchine, ma ben presto viene ritenuto addirittura estraneo ai fatti perché dimostrerà di essere da tutt’altra parte quella sera.
Dopo tre mesi dalla scomparsa, il 26 febbraio del 2011, il corpo di Yara Gambirasio viene ritrovato per puro caso in un campo a 10 Km da casa. Dall’autopsia sono stati rilevati un trauma cranico, diverse sprangate, sei ferite da arma da taglio e una brutale al collo. Non vi è traccia di violenza sessuale.
Si ipotizza che la morte sia sopraggiunta dopo le aggressioni, probabilmente a causa del freddo e dell’indebolimento fisico. Il 28 maggio si sono svolti i funerali. Nel 2014 viene fermato e arrestato Massimo Bossetti, un muratore il cui DNA corrispone a quello rinvenuto sugli indumenti intimi di Yara.
Non si conosce il motivo per il quale Bossetti avrebbe compiuto un gesto così atroce ma si pensa che dietro ci sia qualche avance sessuale finita male. Ad oggi è ancora in carcere nonostante si sia sempre definito innocente.
Di Maura Gambirasio non si hanno molte informazioni. Non sappiamo quando sia nata, che lavoro faceva e cosa fa ora, ma di lei sappiamo essere una grande donna. Sia lei che il marito Fulvio hanno lottato con tutto ciò che potevano per scoprire chi era il responsabile dell’omicidio della figlia.
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I genitori, in un’intervista, avevano dichiarato tra le lacrime che Yara era il collante della famiglia e hanno raccontato la ragazzina come sempre solare, allegra e come la mascotte della casa. E’ stata Maura a rivelare il nome di Massimo Bossetti al marito. Quando era uscita la notizia, il padre temeva di conoscerlo e quando ha scoperto che era un nome nuovo era quasi sollevato.
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