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Chi è Luciano Baglioni ispettore che arrestò banda Uno Bianca: cosa fa oggi e storia vera

Luciano Baglioni è l’ispettore che arrestò i componenti della banda della Uno Bianca che in sette anni commisero ventiquattro omicidi e più di cento feriti.

Andiamo a scoprire la storia vera che ha ispirato anche il documentario.

Uno Bianca: trama documentario

Ventiquattro omicidi e più di cento feriti, sette anni di indagini della polizia per arrivare a scoprire che i colpevoli portavano la divisa e che del proprio ruolo si servirono per riuscire a non essere scoperti.

Alla fine tutti i componenti della banda sono stati processati e ritenuti colpevoli, grazie alle indagini compiute da due poliziotti della Questura di Rimini, Luciano Baglioni e Pietro Costanza, insieme al giudice Daniele Paci nel 1996.

La docuserie ripercorre le tappe del percorso criminale della banda identificata dalla macchina che rubavano, una Uno bianca; scelta perché era la più comune e quindi si confondeva tra le altre.

La banda composta da 6 persone di cui 5 appartenenti alla Polizia di Stato, ha potuto agire per molti anni indisturbata rapinando caselli, supermercati; banche, uffici postali e benzinai.

A parlare sono i protagonisti delle indagini, i due poliziotti Baglioni e Costanza; che si sono messi sulle tracce dei fratelli Savi, il giudice Daniele Paci che volle costituire il ristretto pool investigativo interforze sul caso ed Eva Mikula, la giovanissima compagna di uno dei capi della Uno Bianca, Fabio Savi. La donna racconterà la sua verità sulla banda anche attraverso preziosi documenti originali inediti.

Luciano Baglioni: storia vera

Luciano Baglioni, che insieme al collega Pietro Costanza riuscì a smascherare i fratelli Savi dopo numerosi appostamenti.

Oggi quel poliziotto eroe si gode la pensione. Recentemente ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato di quello che ha vissuto. Soprattutto pensando al fatto che fossero stati dei colleghi gli autori di quei crimini efferati.

Tutt’ora è difficile farsene una ragione basta pensare ai morti, ai feriti e ai familiari delle vittime“.

Redazione Web

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