Gaspare Mutolo è stato un mafioso che ha commesso efferati delitti. Ha deciso poi di collaborare con la giustizia e si è avvicinato alla pittura.

Andiamo, quindi, a ripercorrere la sua vita segnata dalla sofferenza che ha arrecato alle famiglie delle sue vittime.

Chi è Gaspare Mutolo

Gaspare Mutolo, soprannominato Asparinu, è nato a Palermo, il 5 febbraio del 1940. Da giovane fu arrestato per piccoli furti.

In carcere conobbe Totò Riina, suo compagno di cella per otto mesi. Dopo essere stato arrestato e scarcerato diverse volte, nel 1973 entrò in Cosa Nostra.

Divenne uno dei più stretti collaboratori di Riina divenendone anche l’autista. E’ stata una figura operativa si è macchiato di omicidi, estorsioni, intimidazioni e sequestri.

Divenne uno dei più conosciuti trafficanti di droga in particolare con la tratta con Singapore.

Fu salvato nel 1982 proprio da Riina ma non dall’arresto. Seguì la detenzione nel carcere di massima sicurezza di Solliciano.

In questa fase della sua vita si avvicinò all’arte. Durante l’ora d’aria, infatti, si dedicava alla pittura.

In carcere conobbe anche Luciano Liggio e a sua firma dipinse alcune tele. Fu poi coinvolto nel Maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In primo grado fu condannato a dieci anni di reclusione.

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Decise, quindi, di pentirsi e divenne collaboratore di giustizia. Ma la sua collaborazione fece molto discutere in quanto si accusò di omicidi mai commessi. Fu smentito, infatti, in seguito da altri collaboratori di giustizia.

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Grazie agli sconti di pena Gaspare Mutolo nel 1993 fu condannato dal Tribunale di Livorno a nove anni di carcere.

Oggi vive da un uomo libero, pur sotto il Servizio Sociale di Protezione, e vive dipingendo quadri.

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