La seconda guerra mondiale porta con sè nomi e volti simbolo dello sterminio, dell’Olocausto. Tra i vari, diamo uno sguardo alla scrittrice Edith Bruck, chi è e cosa c’entra Anna Frank nella trama della sua vita.
Edith Bruck, è una figura che ha segnato il panorama artistico e testimoniale del XX secolo. Nata il 3 maggio 1931 a Tiszabercel, in Ungheria, è cresciuta in un contesto familiare ebreo e modesto a Tiszakarád, un piccolo villaggio ungherese ai confini con la Slovacchia. Edith è stata l’ultima di sei figli.
Il suo percorso matrimoniale inizia con il suo primo marito, con cui si è sposata per evitare il servizio militare obbligatorio in Ungheria. È da questo matrimonio che ha acquisito il cognome “Bruck”, che ancora oggi porta con orgoglio.
Edith Bruck è stata anche una testimone diretta delle atrocità dell’Olocausto, e il suo nome è stato spesso associato a un’altra figura famosa di quel periodo: Anna Frank. Entrambe ebree e sopravvissute all’orrore dei campi di concentramento nazisti, le loro storie sono legate da una tragica similitudine.
Oggi, continua a sorprendere il mondo con la sua straordinaria vitalità e artisticità, dimostrando di essere una scrittrice, poetessa, traduttrice e regista di talento. Ha utilizzato la sua arte per affrontare i temi dello sterminio e della sua infanzia segnata dal pregiudizio e dalla discriminazione.
La sua carriera letteraria è iniziata con l’opera “Chi ti ama così” nel 1959, e da allora ha continuato a produrre importanti opere memoriali e letterarie. La sua esperienza nei campi di concentramento, la sua infanzia turbolenta e la sua lotta per la sopravvivenza hanno ispirato una vasta produzione letteraria.
Oltre alla scrittura, la scrittrice è stata coinvolta nella produzione e regia cinematografica e teatrale. Ha collaborato con importanti registi e ha portato le sue storie sul grande schermo e sul palcoscenico. Edith Bruck, nonostante l’età, è ancora oggi un modello a cui ispirarsi grazie alla sua straordinaria forza di volontà, continua a divulgare la memoria nelle scuole e nelle università, proprio perché non si deve mai dimenticare.
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