Oggi in questo articolo parleremo di un fatto di cronaca che ha sconvolto l’Italia qualche tempo fa. Ci riferiamo alla Strage di Via dei Georgofili, un attentato terroristico che si è verificato nel 1903 a Firenze. Scopriamo qualcosa in più su uno dei testimoni oculari della strage, ovvero Daniele Gabrielli.
Tra i tanti attentati terroristici a stampo mafioso bisogna ricordare la Strage di Via dei Georgofili. Nello stesso anno Gioacchino Calabrò ha incaricato Vincenzo Ferro di recarsi a Prato dallo zio Antonino e farsi dare un garage da poter utilizzare in un secondo momento. Questo in un primo momento rifiutò ma a seguito di alcune intimidazioni si fece convincere.
Nelle settimane successive vennero fabbricate da alcuni mafiosi del luogo delle confezioni di esplosivo che per qualche tempo vennero nascosti all’interno di un camion. L’attentato, invece, si verificò il 27 Maggio del 2023 all’1:04 circa. Un furgone bianco, più precisamente un Fiat Fiorino, venne portato in Via dei Georgofili e al suo interno vennero posizionate delle bombe realizzate dai mafiosi.
L’impatto fu davvero molto potente, tanto che la Torre dei Pulci crollò. Questo incidente procurò la morte di diverse persone, fra cui il vigile urbano Fabrizio Nencioni, la moglie Angela Fiume, che era la custode dell’Accademia dei Georgofili e le figlie Nadia e Caterina, ancora troppo piccole per aver vissuto una vita dignitosa. Purtroppo un incendio uccise anche altre persone che abitavano in quella zona, come ad esempio lo studente Dario Capolicchio. Alcuni danni si verificarono anche nella Galleria degli Uffizi e nel Corridoio Vasariano.
Daniele Gabrielli è uno dei pochi testimoni oculari della Strage di Via dei Georgofili. Sull’uomo non si hanno molte notizie, ma sappiamo che era presente nel momento in cui la tragedia si è compiuta. E’ per questo che da sempre si occupa di queste problematiche e di riportare alla memoria degli italiani questa triste pagina di cronaca nera.
L’uomo è spesso ospite di convegni e lezioni nei quali racconta quanto è accaduto nella Firenze del 1993. Il suo obiettivo è contrastare l’indifferenza che potrebbe presentarsi a seguito di eventi simili e far di tutto affinché non vengano commessi gli stessi errori del passato. Sappiamo che questa vicenda ha scosso notevolmente questo uomo, che ha deciso quindi di fare di questa iniziativa uno stile di vita che dura da anni.
In base alle poche informazioni raccolte, Daniele era un vicino di casa delle vittime che quella notte sono state colpite dalla tragedia. Ha più volte raccontato di come il boato lo abbia stordito e di come si sia ritrovato in una situazione a dir poco indescrivibile dovuta all’incendio. Per fortuna Daniele è riuscito a salvarsi in quanto ha trovato un riparo, un evento fortunato che gli ha permesso di salvarsi la vita.
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