Chi è Bill Spade: la vera storia del pompiere eroe dell’11 settembre

Bill Spade è stato uno dei veri eroi dell’11 settembre di quelli vestiti con la divisa dei Vigili del Fuoco che hanno dato l’anima per salvare vite.

Chi è Bill Spade: la vera storia del pompiere eroe dell’11 settembre

L’11 settembre 2001 è stata una data che ha segnato tragicamente le vite di tutta l’umanità. La terribile caduta delle torri Gemelle e la morte di centinaia di persone hanno causato un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno assistito alla vicenda.

Nel corso di questi lunghi anni in molti hanno raccontato la loro esperienza in quel lasso di tempo che ha cambiato la storia dell’umanità.

Costiera Amalfitana, malore tra i sentieri: escursionisti salvati in elicottero

Doppio intervento, nel pomeriggio di ieri, per il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania CNSAS. Il primo allarme è arrivato intorno alle 15, quando...

Molti hanno raccontato cosa stavano facendo in quel momento o come hanno reagito alla vista di tale tragedia.

Altri hanno pensato che il loro destino, fosse combattere per poter salvare il salvabile e l’hanno fatto rischiando la loro stessa vita.

Primo tra tutti, Bill Spade, il pompiere che in quella giornata infernale affrontò la drastica situazione e cercò di salvare più persone possibili.

Ad oggi l’uomo è in pensione e proprio nell’occasione dell’anniversario della caduta delle Torri gemelle ha deciso di raccontare la sua esperienza.

Il racconto di Bill Spade:

Il pompiere ha raccontato alla penna del NY post di essere solo al momento della scoperta del terribile evento.

L’uomo non tituba nemmeno un attimo e si dirige nel luogo in cui pochi minuti prima si è consumata la strage.

“Sono saltato in una tromba delle scale. Poi tutto è diventato nero”queste le parole del pompiere, da li in poi, un susseguirsi di emozioni, persone urlanti e corpi coperti dalle macerie,

In quell’occasione hanno perso la vita molti suoi colleghi. L’uomo sceglie poco dopo di andare in pensione: “Ho avuto quello che chiamano il senso di colpa del sopravvissuto”.