Anna Ferraioli Ravel è un’attrice conosciuta e apprezzata. Andiamo a scoprire i segreti della sua vita privata e professionale.
Chi è Anna Ferraioli Ravel
Anna Ferraioli Ravel è nata a Salerno nel 1988. Ha frequentato l’Università di Parigi dal 2006 al 2010 e successivamente quella di Firenze.
Successivamente ha deciso di concentrarsi sulla sua più grande passione ovvero al recitazione.
Tra il 2008 e il 2012 ha frequentato la Shangai Theatre Academy e nel 2012 si è diplomata in recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
L’attrice ha frequentato diversi laboratori tenuti da importanti registi e attori, come David Warren, Eljana Popova e Stefania De Santis.
Anna Ferraioli Ravel ha preso parte a film come: La dolce arte di esistere, Guarda in alto; Ci vuole un fisico, Benedetta Follia e Scordato.
In questo periodo è stata anche protagonista di un film dedicato all’arte de I De Filippo. La famiglia che ha cambiato la storia del teatro italiano.
I De Filippo
Come abbiamo detto in precedenza, Mario Autore è uno dei protagonisti del film dedicato a I De Filippo.
Il regista, Sergio Rubini, ha spiegato così chi erano i De Filippo e cosa hanno rappresentato per l’arte italiana.
“Come i Beatles. Sono sempre stati visti monumentali, polverosi, in bianco e nero, erano invece anche a colori, moderni, traditori. Scarpetta ha riformato il teatro, ma dal punto di vista umano ha fatto tanti guai. Aveva una famiglia di serie A e una di serie B. A Luisa De Filippo non ha lasciato nulla, se non un piccolo vitalizio. Però quest’uomo è stato beffato dai figli, che profondamente feriti avevano voglia di riscatto. Sono riusciti a far dimenticare Scarpetta, ed è stata la loro vendetta più grande”.
Nell’intervista riportata da Il Tempo il regista ha spiega il suo forte legame con le opere a firma De Filippo.
“A 14 anni ho debuttato a teatro interpretando Nennillo di Natale in casa Cupiello. A Bari ha conosciuto Peppino e con il mio gruppo gli abbiamo consegnato la tessera di socio onorario della nostra filodrammatica. Ai tempi ultrasettantenne iniziò a parlarci della loro storia. A distanza di molto tempo ho pensato valesse la pena raccontarla“.
