Territorio

Lo Chef Scotti del Borgo Santandrea di Amalfi dottore in Gastronomia, Ospitalità e Territori

“La ristorazione e le sue sfide future tra economia e sostenibilità”: questo il titolo dell’elaborato di tesi di Crescenzo Scotti, chef del Borgo Santandrea di Amalfi che, nei giorni scorsi, ha concluso il suo percorso di formazione universitaria in Gastronomia, Ospitalità e Territori, corso di laurea erogato dalla Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche presso l’Università degli Studi Mercatorum.

Oggetto dell’elaborato è l’indagine della complessa rete di relazioni che lega la ristorazione e sostenibilità. L’incontro tra le due ha sempre orientato, non a caso, l’esperienza di Scotti, specie da quando, ormai da due anni, è alla guida della brigata di “Alici”, ristorante fine dining del Borgo Santandrea.

Fin dalla nascita della prima gastronomia il cibo è sempre stato un momento di convivialità con le prime forme di non spreco – si legge nell’introduzione dell’elaborato – Nel quadro del ruolo della sostenibilità assume quindi un ruolo chiave il contrasto allo spreco“.

Grande attenzione anche allo spreco alimentare, visto “sia come avanzo che come non consumato, è oggi il fulcro principale su cui istituzioni e imprese si stanno concentrando, in relazione anche all’aumentare della popolazione e di conseguenza la produzione di cibo“.

E, ancora, il tema della sostenibilità, “divenuto ormai centrale all’interno delle strategie di gestione della ristorazione, come nel sistema agroalimentare nel suo complesso, anche cercando di accorciare la filiera e creando una sinergia sempre più coesa tra produttore e consumatore“.

Una mia considerazione – ha commentato lo chef dopo aver conseguito l’agognato titolo di Dottore – è quella che tutti gli attori coinvolti nel sistema agroalimentare debbano realmente prende in considerazione il futuro delle generazioni e non limitarsi a poche inefficaci soluzioni. Affrontare le attività quotidiane nel settore della ristorazione richiede una visione a lungo termine e strategie sostenibili. I ristoratori devono essere adattabili, pronti a investire nelle risorse umane e a creare un ambiente che promuova il successo collettivo“.

Andrea Bignardi

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