Durante la giornata di ieri il personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Cetara, sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto di Salerno e congiuntamente con l’intervento della motovedetta CP 854, ha sequestrato circa 60 kg di tonno rosso sottomisura.
Il pescatore di frodo è riuscito ad allontanarsi alla vista della motovedetta e a liberarsi del pescato lasciandolo ben occultato in un grosso retino legato a un segnale tipo da pesca.
Il pesce pescato indebitamente è stato recuperato dal personale militare e, dopo il parere favorevole al consumo umano da parte del personale incaricato dell’ASL giunto sul posto, è stato dato in beneficenza.
L’attività di controllo posta in essere si inserisce nell’ambito dell’intensificazione al contrasto della pesca di frodo di prodotti ittici, anche al fine di impedire la cattura indiscriminata di tonno rosso nel Mediterraneo.
Nei prossimi giorni tutte le attività saranno ulteriormente intensificate al fine di contrastare la pesca illegale sull’intero litorale costiero.
Vietare la pesca di esemplari di misura inferiore alle taglie minime individuate per le diverse specie è particolarmente importante per la tutela delle risorse biologiche, in quanto significa consentire loro di raggiungere lo stadio di crescita nel quale possono riprodursi ed incrementare così la loro diffusione nei mari, a beneficio dell’ecosistema, ma anche dei pescatori e dei consumatori.
La normativa vigente regolamenta in maniera particolarmente rigida la pesca del tonno rosso, non permettendone, tra l’altro, la cattura al di sotto di una specifica taglia minima (fissata in 115 centimetri o, alternativamente, in 30 chilogrammi di peso).
Questa specie di tonnide è infatti da tempo minacciata dall’eccessivo sfruttamento degli stock presenti nel Mediterraneo e negli Oceani, ed è, pertanto, particolarmente tutelata dall’Ordinamento internazionale tramite l’lCCAT (International Commission for Conservation of Atlantic Tuna), un’organizzazione internazionale di cui è parte anche l’Unione Europea.
Il tonno rosso, a differenza delle altre specie simili più comuni nel mediterraneo (alalunga, alletterato, palamita, tombarello) se lasciato crescere, può arrivare a superare i quattrocento chili di peso ed i tre metri di lunghezza.
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