Territorio

Cetara, ecco come saranno gli alloggi a uso residenziale. I prospetti

Sei fabbricati, trenta alloggi. Difficile comprendere a pieno la piccola rivoluzione solo dalle parole. Ecco che così vengono in sostegno le immagini, che offrono una panoramica di quello che è il progetto definitivo sugli alloggi residenziali che verranno realizzati nel comune di Cetara.

Da Palazzo Santa Lucia, nonostante le polemiche dei giorni scorsi, è arrivato l’ok alla modifica del Piano Urbanistico Territoriale, che permetterà l’edificazione dei trenta alloggi in un’area posta oggi sotto il vincolo paesaggistico. Come detto, il prossimo passo sarà la modifica del Puc, che verrà discussa dal consiglio comunale dell’ente costiero. Passerà del tempo, strettamente necessario per tutti gli adempimenti burocratici, prima di poter vedere la messa in posa della prima pietra.

Nei giorni scorsi, come abbiamo discusso su nostro portale – leggi qui l’approfondimento – le associazioni faranno appello al Tar, dopo che avevano chiesto ai consiglieri un rinvio in merito alla pronuncia sulla modifica del Put. C’è stata una vera e propria levata di scudi anche da parte delle opposizioni in consiglio regionale della Campania. Rinvio che martedì non è arrivato. Anzi, la Regione ha dato l’ok alla modifica.

Andiamo a vedere come è oggi lo skyline del comune di Cetara.

Ecco invece come sarà da qui a pochi anni, con l’edificazione dei sei corpi di fabbrica.

A seguire l’area dove sorgeranno i trenta alloggi nel borgo marinaro.

Ecco invece le immagini di alcuni dei corpi di fabbrica in questione.

I prospetti. Come cambierà lo skyline del comune costiero, con l’aggiunta di quelli che saranno gli alloggi residenziali.

Una querelle, quella degli appartamenti residenziali, che terrà banco nei mesi a venire. In attesa dell’apertura del bando per accedere agli alloggi. La questione resta delicata, con le forze politiche in campo che, da una parte e dall’altra, decideranno le sorti del futuro del borgo marinaro. Che, ricordiamo, ha fatto registrare una decrescita demografica da poco più di 2200 abitanti ai 1950 di oggi.

Matteo Maiorano

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