La Colatura di alici di Cetara verso il marchio Dop. Il 16 luglio incontro al Comune

La colatura di alici di Cetara accelera i tempi per il riconoscimento del marchio Dop grazie a un lungo e accurato lavoro portato avanti dall’Associazione presieduta da Lucia Di Mauro e costituita per il raggiungimento dell’importante traguardo.

Lunedì 16 luglio, alle ore 11, presso la sala polifunzionale Benincasa del comune di Cetara, avrà luogo la riunione di pubblico accertamento per la richiesta di registrazione della denominazione Dop “Colatura di Alici di Cetara”, aperta a tutti i soggetti economicamente interessati al prodotto.

Il riconoscimento del marchio comunitario di tutela significa difesa dell’identità territoriale e della tipicità di un prodotto gastromomico molto apprezzato in Italia e da diversi anni anche a livello internazionale, con un fatturato che potrebbe raggiungere ed oltrepassare i 10 milioni di euro.

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«L’auspicio è riuscire a ottenere la Dop entro il 2019» aveva svelato la presidente dell’associazione per la valorizzazione della colatura di alici di Cetara, Lucia Di Mauro, intervenuta ai microfoni di Radio Alfa nel corso della puntata Eccellenze Salernitane in tavola condotta da Ersilia Gillio.

La Di Mauro, titolare insieme con i fratelli della storica azienda Iasa, era reduce dalla trasferta romana, presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, insieme con i componenti del comitato tecnico dell’Associazione, Secondo Squizzato e Vincenzo Peretti, docente della facoltà di veterinaria Federico II di Napoli ed esperto di riconoscimenti di marchi di origine comunitaria.

Insieme hanno fornito ulteriori ragguagli ai funzionari del ministero, mettendo a punto gli ultimi dettagli del disciplinare di produzione. L’auspicio, così come ha rivelato Lucia Di Mauro, è che entro il 2019 il prezioso liquido ambrato, utilizzato da tempo anche dai grandi chef nelle loro cucine gourmet, possa essere fregiare del marchio europeo di denominazione di origine protetta.

La Dop, per la quale è in corso l’iter presso il ministero, consentirà alla colatura di alici di Cetara, da sempre individuato – grazie anche agli studi del compianto Ezio Falcone – quale erede del garum, di ottenere la necessaria forma di tutela utile  a differenziare il prodotto dai numerosi tentativi di imitazione che ormai si moltiplicano sul mercato dei conservieri.