Territorio

Cetara, auto rimossa con farmaci salvavita per una bambina: vigilessa paga per recuperare la vettura

Un episodio di straordinaria umanità e senso del dovere ha commosso la comunità di Cetara, piccolo borgo marinaro della Costiera Amalfitana, e sta facendo il giro del web. Protagonista è Silvia La Mura, vigilessa originaria di Castellammare di Stabia, attualmente in servizio proprio nel comune costiero.

Erano da poco passate le 15 di ieri quando, durante il normale pattugliamento, alcuni agenti della polizia municipale notano una famiglia – genitori e due bambini – in evidente stato di agitazione. Il motivo? La loro auto era stata rimossa con il carroattrezzi, ma al suo interno si trovavano delle medicine salvavita, tra cui l’insulina destinata alla figlia di sei anni, affetta da diabete.

La vettura avrebbe dovuto essere riconoscibile grazie al contrassegno per disabili, che purtroppo era stato dimenticato a casa. Un errore umano, ma che avrebbe potuto avere gravi conseguenze.

Rendendosi immediatamente conto della gravità della situazione, la vigilessa Silvia La Mura ha preso in mano la situazione: ha contattato il servizio di rimozione, spiegando quanto accaduto. Il titolare del carroattrezzi, una volta compresa la delicatezza del caso, si è subito offerto di accompagnare la famiglia al deposito per recuperare l’auto.

Ma il problema non era finito: per ritirare la vettura era necessario pagare 150 euro tra spese di rimozione e custodia. Il padre della bambina ne aveva solo 60 in contanti. I minuti passavano, e la bimba aveva urgente bisogno della sua dose di insulina.

È stato allora che Silvia La Mura ha compiuto un gesto che nessuno dimenticherà: ha anticipato personalmente l’intera cifra, prelevandola dal proprio conto. Ha rifiutato ogni tentativo di rimborso, sia da parte della famiglia, profondamente commossa, sia dal titolare del servizio.

Il suo gesto, compiuto con discrezione e spirito materno, è stato notato da alcuni residenti, che ne hanno parlato pubblicamente, portando alla luce una storia che merita di essere raccontata. Una testimonianza concreta di cosa significhi indossare una divisa con responsabilità, empatia e cuore.

Redazione Web

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