Centro di Storia e Cultura Amalfitana: gli appuntamenti di dicembre

Il Centro di Storia e Cultura Amalfitana ha diffuso le prossime manifestazioni promosse nell’ambito dell’VIII edizione della Rassegna Approdi Mediterranei della Cultura Europea e Mondiale – Anno 2019.

Prossimo appuntamento venerdì 6 dicembre alle 17.00 con l’Inaugurazione della Mostra 1989-2019 – Trent’anni di Studi sul Grand Tour in Costiera Amalfitana. Una retrospettiva a cura di Dieter RICHTER.

Nell´estate del 1989 ebbe luogo ad Amalfi un evento culturale che ha lasciato profonde tracce in Costiera Amalfitana: la mostra Alla ricerca del Sud. Tre secoli di viaggi nell’immaginario europeo. La sua inaugurazione il 24 giugno venne abbinata al convegno Il viaggio nel Sud: Il Meridione, l’Italia, l´Europa che condusse in Costiera un´équipe di studiosi di fama europea.

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Per la prima volta il tema del Grand Tour fu analizzato in tutta la sua complessità
in rapporto alla storia moderna della Costa. L´impianto del progetto si distingueva per il suo approccio interdisciplinare e multimateriale. Opere d´arte create o ispirate in Costiera, come i disegni di Carl Blechen, i quadri di Richard Unterberger o le litografie di Maurits C. Escher, tornarono in originale al loro luogo d´ispirazione. Molti amalfitani parteciparono all’evento con materiali d´epoca rinvenuti nelle loro case. La mostra attuale vuole rievocare, in occasione del trentesimo anniversario, l´evento del 1989. Vuole seguire le sue tracce. E ricordare con gratitudine tutti coloro che la resero possibile.

Segue alle 18.00 la presentazione del volume di Dieter RICHTER “Visioni del Sud. Scritti interculturali 1988-2018 a cura di Alida FLIRI”.

“Il mio Sud è l´alterità di un mondo le cui regole non sono quelle del Nord, un Sud in cui spontaneità, magnanimità e una umanità immediata vincono sempre e fanno dimenticare i difetti della condizione umana. Il mio Sud è il punto cardinale dove anima e mente si aprono a nuove idee ed esperienze insolite.

Il mio Sud è il tentativo di vedere con occhi tedeschi quando sono in Italia e con occhi italiani quando sono in Germania. E il mio Sud è la speranza che i nazionalismi passatisti che avvelenano la convivenza tra uomini e Paesi saranno superati per costruire una casa comune europea multicolore, una casa aperta che non sbarri le porte a coloro che vengono da un Sud ancora più lontano per cercare nel nostro Nord comune quello che desideriamo anche noi: pace, giustizia e felicità.

Il mio Sud è infine il Sud di coloro che lo hanno visto prima di me, con ben altri occhi. Le loro visioni in letteratura e arte, in relazioni di viaggio, in poesie e romanzi, in lettere e iscrizioni, in materiali editi e inediti mi hanno accompagnato come bagaglio mentale, insegnandomi a scoprire quello che non si vede più con i propri occhi.

Il mio Sud, dunque, è il tentativo di rispondere con i miei mezzi al fascino che il Sud ha sempre esercitato su di me: con la ricerca e la scrittura. Questo volume ne è la testimonianza”.