Cento anni fa nasceva Giulio Andreotti. Ecco quando «il Divo» venne a Ravello / Foto

Sette volte presidente del Consiglio e più di venti volte ministro. Nessuno mai come Giulio Andreotti nella vita politica italiana. E ieri, il Divo, avrebbe compiuto cento anni. Senatore a vita fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2013 (quando aveva 94 anni), Giulio Andreotti nacque il 14 gennaio 1919 ed in parlamento approdò ad appena 29 anni.

Era il 1948 quando venne eletto per la prima volta e da allora ha sempre mantenuto un posto prima alla Camera poi al Senato diventando non solo uno dei principali esponenti della Dc ma anche uno dei protagonisti della vita politica italiana della Prima e in parte della Seconda Repubblica.

Giulio «Il Divo» ha tirato i fili della politica italiana per almeno 50 anni complice quella carriera straordinaria sempre però tra luci e ombre. Inquisito, processato e assolto per mafia a Palermo, Andreotti, fu anche giornalista e scrittore oltre che famoso per centinaia di aforismi.

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Tra i più celebri «il potere logora chi non ce l’ha», pronunciato nel 1951 durante un dibattito parlamentare.

E in Costiera Amalfitana, Giulio Andreotti arrivò proprio da saggista. Nel giugno del 1991, infatti, fu ospite a Ravello, dove ricevette il premio per la sua favola: “Un uomo in grigio” nell’ambito della manifestazione «Ravello – Favole per un anno», ideata dall’allora assessore al turismo Secondo Amalfitano che portò nella città della musica quindici personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, della politica, dello sport, dell’imprenditoria e del giornalismo selezionate da una commissione.

Presidente del Consiglio in carica (fu l’ultima volta ad assumere l’incarico mantenuto poi fino al 1992 quando passò il testimone a Giuliano Amato) Andreotti fu accolto a Ravello dal dall’allora sindaco Salvatore Di Martino, oggi nuovamente alla guida della città della muisica, insieme proprio a Secondo Amalfitano.

Andreotti, che pernottò all’hotel Palumbo, vistò la sede del comune nel corso di un incontro pubblico durante il quale fu omaggiato dal primo cittadino di un ricordo di Ravello. E nel pomeriggio a Villa Rufolo ricevette il premio «Favole per un Anno» assegnato contestualmente anche a personaggi del calibro di Gianni Brera, Roberto Gervaso, Antonio Lubrano, Domenico Rea e Renzo Vespignani.

Anche a Ravello, accanto ad Andreotti c’era anche Paolo Del Mese, considerato il riferimento territoriale più importante. Emblematica la foto del maestro Alfonso Vuolo pubblicata qualche anno fa su facebook corredata da una simpatica didascalia che ricorda uno scambio epistolare con Andreotti.

Del Mese, suo sottosegretario alle partecipazioni statali nel governo Andreotti VII, guidò sostanzialmente la corrente andreottiana in provincia di Salerno, in stretta sinergia con Paolo Cirino Pomicino ed Enzo Scotti, i due capicorrente campani.