Celentano e l’incontro ad Amalfi con la Mori in una vecchia intervista su Rai2 / Video

Adriano Celentano e Claudia Mori: una coppia di ferro. Anzi, «Due Guerrieri Innamorati», così come titolava il libro di Claudia uscito nel 2014 in occasione delle loro nozze d’oro. E in quell’unione, galeotta fu proprio la Costiera. Anzi, Amalfi, dove i due si incontrarono sul set di «Uno strano tipo» che Celentano, con un cast d’eccezione, girò proprio tra la Divina e Capri.

«Io non volevo farlo, fu mia sorella a insistere; era una tua fan scatenata. Io no», rivelò la Mori nel suo libro uscito nel luglio del 2014.

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E di quella scintilla scoccata ad Amalfi nel 1963, Adriano Celentano ne parlò anche in una intervista, qualche anno più tardi. Un video in bianco e nero che ieri sera, nel corso dello speciale su Rai Due «Celentano C’è», è stato riproposto insieme alle immagini e alle canzoni più belle e significative della carriera dell’artista.

Alla domanda del giornalista che riproponeva un proverbio (la donna sceglie l’uomo che la sceglierà) Celentano rispondeva così: «Non so può darsi. Io penso che ci siamo scelti assieme quando ci siamo visti. Perché lei appena ha visto me ha sentito un temporale forte. Non eravamo a Milano, eravamo ad Amalfi. Penso che ci siamo scelti entrambi».

Amalfi, città che ha fatto innamorare tanti, famosi e non (tra le coppie celebri anche Brad Pitt e Angelina Jolie) e di quelle sue frecce lanciate alla Mori e Clenetano, compare per la prima volta nel libro scritto da Claudia, in cui si fa proprio riferimento a quell’incontro sul set del film «Uno strano tipo» in cui erano protagonisti anche Nino Taranto e Macario. Seppur cinquant’anni dopo quella intervista in bianco e nero ricomparsa ieri sera in tv.

«L’amore, la gelosia, la ribellione, la trasgressività, l’allegria, l’incoscienza, la testardaggine… e tu che dopo soltanto un giorno dal nostro incontro ad Amalfi, in una notte ventosa, mi proponesti di fare “braccio di ferro” perché secondo te io ero la più forte – scriveva la Mori nel suo libro – “Hai dei bei muscoli” mi dicesti tastando il mio bicipite che invece era magrissimo. Era un modo per cercare di baciarmi senza scadere nel solito bacio da fumetto. Naturalmente mi lasciasti vincere per avvicinare il tuo viso al mio e così ci demmo il primo dolcissimo e imbarazzante bacio. Il primo di milioni di baci che ancora oggi ci diamo. Sì, perché ancora oggi abbiamo l’abitudine, tu più di me, di baciarci. Di pastrugnarci» .