Cava de’ Tirreni Storia: Scandalo alla Festa della Madonna del 1978

Un'immagine dell'epoca di Minnie Minoprio - Foto Cava Storie

Sapete che molti anni fa a Cava de’ Tirreni durante una delle edizioni della Festa della Madonna dell’Olmo ci fu uno scandalo?

I protagonisti della storia che stiamo per raccontare sono una ballerina, il vescovo ed il comitato organizzatore della festa.

Cava de’ Tirreni Storia: lo Scandalo alla Festa della Madonna dell’Olmo del 1978

All’epoca, il programma religioso della Festa della Madonna dell’Olmo di Cava de’ Tirreni edizione 1978 prevedeva celebrazioni, rosari, ecc.

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Quello civile invece prevedeva orchestre napoletane, complessi bandistici, musica sinfonica, e due nomi di rilievo.

Si trattava del cantautore Sandro Giacobbe e di Minnie Minoprio, nota soubrette di allora, che si sarebbe esibita con il suo consueto show.

E Minnie Minoprio arrivò a Cava e si esibì.

Tra balli e canti, per una sera, fu considerata “l’incarnazione” del diavolo.

Infatti, il vescovo di allora rimase sconvolto dal fatto che una ballerina in calzamaglia e costume avesse potuto danzare sulla musica della Vedova allegra e di Cincia.

La cosa era ancora più grave perchè l’esibizione della Minoprio avvenne nella piazza principale della città, Piazza Duomo.

Così, il prelato decise di emanare un comunicato, che citava testualmente così:

“L’inqualificabile spettacolo in piazza Duomo di ieri sera ha profondamente offeso il sentimento religioso, morale e civile della parte sana della nostra città. 

Il vescovo, nel deplorarlo vivamente, denuncia il tradimento fatto dal Comitato dei festeggiamenti, presieduto dal dottor Liberti, la fiducia e alla stima dell’autorità ecclesiastica, da oggi non più meritate.

Riprova il comportamento poco lineare del parroco Padre Lorenzo D’Onghia, primo responsabile della conduzione della festa, e si appella agli uomini onesti di Cava per averli solidali nella riprovazione più ferma di quanto è accaduto”.

Pare addirittura che il palco in Piazza Duomo fosse proprio sotto l’appartamento del vescovo, che fu svegliato da una telefonata che lo avvertì di ciò che stava accadendo.

Le reazioni dell’epoca

La città si divise tra quelli a favore della ballerina e quelli contrari.

L’ingaggio della Minoprio fu giustificato dal comitato come il meno caro dei preventivi richiesti.

All’epoca l’agente della soubrette affermò anche che erano abituati ad esibirsi anche alle feste religiose.

L’episodio fu talmente eclatante che anche alcuni giornali e rotocalchi nazionali, oltre che la stampa periodica locale.

Dopo la pubblicazione, i membri del comitato festa si dimisero.

Il parroco pianse pubblicamente scusandosi, e come ammenda partì per un pellegrinaggio in Terra Santa.

Forse ancora oggi a Cava de’ Tirreni questa vicenda la ricordano in parecchi.

(Fonte: Settimanale Oggi del 30 Settembre 1978, articolo di Germana Monteverdi via Cavastorie.eu)