Personaggi di Cava de’ Tirreni: Davide Bisogno, il Poliziotto Poeta

Davide Bisogno nel 1940 appena arruolato (Foto Cavastorie.eu)

Davide Bisogno nasce il 30 Agosto 1920 a Cava de’ Tirreni, precisamente inContrada Citola.

Appena ventenne frequentò la scuola di radiotelegrafista presso la Caserma del Genio di Bolzano.

In piena seconda guerra mondiale venne inviato ad EI Alamein (Egitto) e lì il 13 maggio 1943 venne fatto prigioniero di guerra dagli americani e spedito a Lordsburg (Nuovo Messico).

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Nel 1944 fu trasferito in un altro campo di concentramento a Hereford (Texas).

Verso la fine del 1946 venne rimpatriato. Nel 1951 entrò nel Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza come Guardia Aggiunta, poi Brigadiere, quindi Maresciallo.

Prestò la maggior parte del suo servizio presso la caserma di frontiera della Polizia di Stato di Ponte Chiasso (Como).

Le poesie di Davide Bisogno da Cava de’ Tirreni

Ha pubblicato più di una raccolta di poesie partecipando a vari concorsi nazionali ed ottenendo diversi riconoscimenti.

Tra gli altri ricordiamo: nel 1974 fu premiato alla prima edizione della Biennale di Arte e Cultura indetta dall’ U.A.C.I.

Poi, nel 1982 si classificò al secondo posto al 1° Concorso di poesia e narrativa “Il Castello d’oro”.

La poesia che vinse era intitolata “Ritorno”.

Ancora, nel 1993 al Campidoglio gli fu assegnato il Primo Premio al Concorso “Campigoglio 1993” del Quinto Concorso Nazionale di poesia per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine.

All’epoca vinse con la sua poesia “La mia terra”.

Infine, Davide si spense, confortato dal grande affetto della moglie Eugenia e dei figli Dario e Giovanna il 7 aprile del 2002.

Ecco le sue due poesie più celebri.

I versi di Davide Bisogno + un’elegia

Ritorno


ove il grillo intesse
ragnatele a salti
su pedane di flessibili steli
ove ancora l’erba
riesce a bucare l’adusta scorza dei terra;

ove i campi arati stesi al sole
covano celate gravidanze di sentir là

ove la vigna verdeggiante
eterna ladro del cocente sole

ruba calore per l’acino nascente
che a settembre pende dalla pigna là

nella ridente conca sonnacchiosa
ove la gente vive alla giornata
naufragar vorrei col mio veliero
e gridare a viva voce

La mia terra

La mia terra
non esiste.
Esiste solo l’infanzia — l’adolescenza.
È proprio in quest’arco di tempo
che inconsapevolmente nell’uomo
si ramifica la radice.
La radice
sugge
linfa dalla materia
e ingigantisce il ricordo.
Lo mia terra
con la caducità della vita
si materializza
e si sposo in perfetta simbiosi
con essa.
La mia terra
non esiste esiste
l’infanzia
esiste l’adolescenza
e solo
in questo disegno cosmologico
del creato
identifico
la mia terra

Nel 1960 scrisse questa elegia per Mamma Lucia, la mamma dei caduti di Cava de’ Tirreni:

Di tutti gli spiriti buoni
che sfiorano il suolo di Cava de’ Tirreni
avverto te
solo te mamma Lucia.
Infuriava la guerra
e dalla terra ferita
cogliesti silente e plorante
miseri resti
di figli di mamme
di mamme tedesche.
Fu lungo il vagare pei boschi
fra greti scoscesi dirupi e vallate
cenere il pietoso cammino.
Ai macabri scheletri del soldato straniero
donasti una tomba
donasti il tuo cuore
donasti te stessa.

(Fonte: cavastorie.eu)