Cava de’ Tirreni, Curiosità: Totò era Parente di un Antico Vicerè Cavese

Il quadro di Camillo De Curtis Antenato di Totò esposto nella Sala Consiliare del Comune di Cava de' Tirreni - Foto by Monte Finestra Facebook

Nell’ampia e sontuosa Sala Consiliare del Comune di Cava de’ Tirreni, vi sono numerosi ritratti ad olio in cornici dell’epoca, di illustri cavesi che diedero onore alla città nei secoli scorsi.

Tra di essi spicca l’effige di Camillo de Curtis Consigliere dei Regi collegi collaterali.

Egli fu dapprima e presidente della Somma Real Camera poi Viceré di Napoli dal 1582 al 1586, sotto il regno di Filippo II di Spagna.

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Il ritratto reca l’epigrafe:

“Divo Camillus de Curtis Patricius Cavensis regiis collateralis consiliarius ed Summa Regia Camera Praeses Anno domini 1585”.

Camillo De Curtis da Cava de’ Tirreni antenato del celebre comico Totò

L’effige del patrizio cavese è in maniera assolutamente impressionante, rassomigliante al suo celebre discendente.

Si tratta del principe Antonio de Curtis, in arte l’attore”Totò”.

Il cavese effigiato è figlio del Giovanni-Andrea, diretto discendente del crociato Baldovino II de Courtenay, la cui famiglia si stabilì a La Cava all’epoca dei D’Angiò, di ritorno dalle Crociate, ricca del titolo dell’Imperatore di Bisanzio ed Iscritta alla Nobiltà Napoletana.

Attraverso i secoli i De Courtenay divennero i De Curtis e poi i Della Corte, con fonetica moderna.

Notizie di storia locale ci riferiscono di Giuditta de Curte o de Curtia e del matrimonio con Baldassarre Genovese, da cui nacquero due figli.

Don Camillo de Curtis estese la sua parentela anche con le nobili famiglie Falco e De Rosa o de Rois, dei marchesi di Villa Rosa ed anche con quella dei de Marinis, baroni di Ricigliano.

L’importanza della nobile famiglia dei de Curtis in Cava de’ Tirreni ci è data dal palazzo dei “du Curte” in località omonima della frazione S. Arcangelo.

Ma anche da tombe patrizie della stessa famiglia nella chiesa omonima già appartenente alla storica e celebre Abbazia Benedettina.

Ed ancora dal nome di un villaggio antico di Cava, cioè: “Li Curti”.

(Tratto da un articolo di Mario Di Mauro pubblicato sulla rivista Il Pungolo nel Marzo 1964 – e digitalizzato da Cavastorie.eu)