Fa la storia il marchigiano Fabrizio Castori, classe 1954, diventato allenatore di calcio per caso, a 26 anni dopo aver messo su famiglia e scelto la professione inizialmente da ragioniere, per poi mettersi in proprio nel settore delle calzature.
La Proloco di Vietri Sul Mare, non a caso, ne illustrerà la sua carriera da mirabile esempio di “self made man” ben espresso nel libro “Fabrizio Castori. La Storia di Mister Promozioni”, di Massimo Boccucci e Simone Paolo Ricci, con prefazione di Arrigo Sacchi. L’opera sarà presentata martedì 7 Novembre a partire dalle 17,30 presso l’aula centro studi “Tajani” interna alla Torre Bianchi di Marina di Vietri Sul Mare
Dopo i saluti istituzionali del primo cittadino Giovanni De Simone, del consigliere comunale Salvatore Pellegrino e del presidente della Pro Loco Cosmo Di Mauro, interverranno gli autori del libro e l’opinionista sportivo Vittorio Mendozzi. L’incontro è presentato dal giornalista Alfonso Maria Avagliano.
Mirabile esempio di self-made man, Castori è l’unico tecnico italiano ad aver scalato tutti i campionati, conquistando dieci promozioni nel passare dai dilettanti ai professionisti con due avventure in Serie A, sedici in B e otto in C. Tra gli allenatori in attività vanta il maggior numero di panchine in B, nonché il quarto assoluto nella categoria.
La sua è una favola che ha lasciato l’impronta nelle città in cui ha vinto, diventando un beniamino della tifoseria: da Tolentino a Lanciano, da Cesena ad Ascoli, da Carpi a Trapani, fino all’ultima delle sue imprese con la Salernitana, che ha guidato nell’ultima promozione in massima serie dopo anni di campionato cadetto.
È conosciuto come l’uomo delle imprese impossibili che diventano possibili. Si distingue per temperamento e fortissima personalità, mostrandosi come sergente di ferro dal cuore grande che alle squadre dà l’identità e la filosofia di gioco. A Lanciano, tifosi e giornalisti coniarono l’espressione “castorizzati” perché la squadra e l’ambiente incarnano il carattere del condottiero.
Ha vinto perfino da volontario presso la comunità di San Patrignano, che si occupa di recupero dei tossicodipendenti, quando con Marcello Chianese ha usato il calcio come terapia, diventando testimonial della stessa comunità: la squadra si iscrive al campionato di Terza Categoria e viene promossa in Seconda.
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