Castel Sant’Elmo a Napoli: Tutto Ciò che c’è da Sapere sul Sito

Foto by ciruzzo_o_palermitano

Tra i posti da vedere senza dubbio a Napoli troviamo lo splendido Castel Sant’Elmo.

Questo castello, in passato chiamato Belforte, si innalza fiero sulla collina del Vomero.

Qui, a partire dal X secolo, si trovava una chiesa dedicata a S. Erasmo, da qui il nome Ermo e poi Elmo.

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Per la sua importanza strategica, il castello è sempre stato un possedimento molto ambito.

Infatti dalla sua posizione (250 m s.l.m.) si può controllare tutta la città, il golfo, e le strade che dalle alture circostanti conducono alla città.

Il castello, oltre che museo permanente, il “Napoli Novecento”, è anche sede di varie mostre temporanee, fiere e manifestazioni.

Dal 1998 fino al 2011 durante la primavera è stata la sede del Napoli Comicon (dal 2012 spostatosi alla Mostra d’Oltremare).

Castel Sant’Elmo è di proprietà dello Stato Italiano, e dal dicembre 2014 fa parte dei beni gestiti dal Polo museale della Campania.

Castel Sant’Elmo a Napoli: Origine e Storia

Il primo cenno documentato riguardo a Castel Sant’Elmo risale al 1329, quando la dinastia angioina volle dare alla città un nuovo strumento di difesa.

Roberto d’Angiò affidò l’incarico del suo ampliamento in quell’anno allo scultore e architetto senese Tino di Camaino.

Egli trasformò l’edificio in un vero e proprio palatium per il re e per la corte, a pianta quadrilatera, con due torri.

Nel 1348 viene definito nei documenti come castrum Sancti Erasmi, per la presenza in quel luogo di una cappella dedicata a Sant’Erasmo.

Nel 1456 un terremoto ne provoca il crollo delle torri e di alcune cortine murarie con relativi interventi di restauro a cura degli Aragonesi.

Durante il viceregno spagnolo (1504-1707) il castello, chiamato Sant’Ermo e poi Sant’Elmo, viene trasformato in fortezza difensiva per volere di Don Pedro de Toledo (viceré dal 1532 al 1553).

Il progetto fu affidato a Pedro Luis Escrivà, ingegnere militare di Valencia.

La costruzione dell’edificio nell’attuale configurazione, a pianta stellare, inizia nel 1537 e nel 1538 viene posta sul portale di ingresso l’epigrafe, sormontata dallo stemma di Carlo V con l’aquila bicipite asburgica.

Nel 1547 Pietro Prato costruisce la chiesa, distrutta nel 1587 da un fulmine con gli alloggi militari e la palazzina del castellano.

Tra il 1599 ed il 1610 il castello è interessato da lavori di restauro, opera di Domenico Fontana, nel cui ambito viene riedificata la chiesa all’interno del piazzale, la dimora del castellano e il ponte levatoio.

Ottocento e Novecento

Dal 1860, allontanatosi l’ultimo presidio borbonico, Castel Sant’Elmo è stato adibito a carcere militare fino al 1952.

Successivamente la fortezza è passata al demanio militare fino al 1976, anno in cui ha avuto inizio un imponente intervento di restauro ad opera del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania.

I lavori, durati sette anni, hanno reso possibile il recupero dell’originaria struttura, rendendo visibili gli antichi percorsi, i camminamenti di ronda e gli ambienti sotterranei.

Nel 1982 il complesso monumentale è stato dato in consegna alla Soprintendenza per Beni Artistici e Storici di Napoli, che ha proseguito importanti lavori di restauro, recuperando nuovi e moderni spazi espositivi.

Solo dagli inizi degli anni Ottanta si può affermare che Castel Sant’Elmo sia entrato a far parte a pieno titolo della vita di Napoli.

Panorama di Napoli da Castel Sant’Elmo – Foto by alex_intheskywithdiamonds

Castel Sant’Elmo a Napoli: Info Visita, Orari, Biglietti e Come Arrivare

L’itinerario per una visita completa del Castello parte dall’ingresso principale per arrivare fino alla piazza d’armi dalla quale è possibile accedere ad uno dei corridoi che offrono una vista mozzafiato della città di Napoli.

Per entrare nel castello si deve attraversare una rampa ripida e percorrere un piccolo ponte.

Dopo il ponticello vi è la Grotta dell’Eremita, la caverna che, secondo la tradizione, in tempi molto lontani, avrebbe accolto un asceta.

Più avanti si erige imponente il portale in piperno con lo stemma imperiale di Carlo V: un’aquila bicipite.

Salendo verso sinistra vi è un cancello a ghigliottina realizzato nello stile dell’età napoleonica.

Successivamente a questo secondo ingresso, comincia la rampa finale che conduce alla sommità della fortezza.

Più avanti sulla destra è situato un portale in piperno e tufo che immette nei locali che un tempo avevano la funzione di carcere.

Arrivati in Piazza d’Armi ci si imbatte nella Torre del Castellano e consigliamo vivamente di percorrere i corridoi panoramici situati in questa zona per godere di una vista unica della città.

Orari di Apertura e Biglietti

Castel Sant’Elmo è aperto tutti i giorni ore 8.30-19.30.

Ultimo ingresso 18.30.

Il Museo Novecento a Napoli è aperto tutti i giorni, escluso i martedì, ore 9.30 alle ore 17.00; ultimo ingresso ore 16:15.

Il Martedì sono aperti alle visite la Piazza d’armi, gli spalti e i camminamenti pedonali.

Costo biglietti:
intero: € 5,00
ridotto: € 2,50
Se si va di Martedì: € 2,50

Come Arrivare a Castel Sant’Elmo

È possibile raggiungere Castel Sant’Elmo con la funicolare o con la metropolitana.

Si può infatti prendere la Funicolare Centrale (Augusteo – Piazza Fuga e viceversa).

Le corse partono dalle ore 06.30 e ci sono fino alle 00.30 ogni 10 minuti.

Lunedì e Martedì chiusura alle ore 22.00 , mentre il Venerdì e il Sabato la chiusura è alle ore 02.00.

In alternativa si può prendere la Funicolare Chiaia (Parco Margherita – Cimarosa e viceversa).

Corse 06.30 – 00.30 ogni 10 minuti.

Mercoledì e Giovedì chiusura alle ore 22.00, mentre Venerdì e Sabato chiusura alle ore 02.00.

Ancora, potete prendere la Funicolare Montesanto (Montesanto – Morghen e viceversa).

Corse 07.00 – 22.00 ogni 10 minuti.

Oppure la funicolare Mergellina (Mergellina – Manzoni e viceversa), corse dalle ore 07.00 alle ore 22.00 ogni 10 minuti.

Volendo prendere la Metro, Linea 1 da Piscinola a Garibaldi: le corse vanno dalle 6.00 alle 22, mentre da Garibaldi a Piscinola le corse vanno dalle ore 6.20 alle ore 23.02.