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Ospedale Costa d’Amalfi, ancora criticità: manca sempre più spesso il cardiologo

Sono sempre più frequenti le assenze del cardiologo di turno, soprattutto nei turni notturni, all’Ospedale “Costa d’Amalfi” di Castiglione di Ravello. L’utimo episodio si è verificato la scorsa notte.

A riportarlo è il Quotidiano della Costiera.

In caso di assenza del cardiologo, infatti, a garantire la piena operatività al Pronto Soccorso ci sono soltanto il chirurgo e il rianimatore di turno.

Quando l’assenza capita nelle ore diurne, sul turno 8-20, viene meno anche l’attività ambulatoriale di cardiologia di secondo livello, che pure risulta di primaria importanza per gli utenti della Costiera Amalfitana, essendo assicurata – sulla carta – soltanto nel presidio di Castiglione.

L’erogazione a singhiozzo dei servizi ambulatoriali di cardiologia era iniziata già nella scorsa primavera: questo aveva dato vita a dei reclami da parte dell’utenza, in maggioranza cardiopatica, costretta, in molti casi, a differire prestazioni per le quali aveva già provveduto a versare il ticket.

Durante la scorsa notte, per fortuna, stando a quanto si legge, non si sarebbero verificate condizioni particolarmente critiche: il personale in servizio, ridotto, è riuscito a fronteggiare tutti gli accessi.

La reiterata assenza dei cardiologi lascia perplessi in quanto l’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno aveva assegnato sette giovani cardiologi al presidio di Castiglione: erano tutti risultati vincitori di una procedura concorsuale.

Il pericolo, tuttavia, è dietro l’angolo, ed il rischio che si presenti una situazione di emergenza difficilmente contrastabile è sempre molto alto, vista la presenza, ancora molto elevata, di turisti in Costiera durante questa fase dell’anno.

Il ruolo del cardiologo, inoltre, è vitale per il presidio in quanto spesso supplisce alla figura dell’internista.

Dunque, sostanzialmente, sono rimaste operative, questa notte così come, purtroppo, in tante altre occasioni, esclusivamente due figure, ovvero quelle del chirurgo e del rianimatore, che spesso è costretto ad assentarsi quando bisogna trasferire un paziente in codice rosso all’ospedale di Salerno.

Criticità ancora tutte irrisolte, queste ultime, che rendono il diritto alla salute non sempre adeguatamente garantito ai cittadini della Costiera.

Andrea Bignardi

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