Ecco i Cappelli de l’Espresso: in Campania sono 54. Sorpresa in Costiera

I cinque cappelli dell’Espresso, espressi dalla Guida dei Ristoranti d’Italia presentata stamane alla stazione Leopolda di Firenze, vanno a una pentacoralla di interpreti della migliore tradizione della cucina italiana. Sono i magnifici cinque, ovvero i più grandi chef della Penisola secondo i curatori dell’eciclopedia del buon mangiare. Stiamo parlando di Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura, Enrico Crippa, Niko Romito e Mauro Uliassi che hanno ottenuto i cinque cappelli della Guida Espresso che quest’anno ha variato il metodo di recensione facendo scompaiono i punteggi espressi in ventesimi per far posto soltanto ai “cappelli”. In Campania non è andata bene, piuttosto benissimo. Già perché come anticipato qualche giorno fa da AmalfiNotizie dopo l’intervista al curatore Enzo Vizzari apparsa su l’Espresso di domenica la regione col più alto numero di cappelli (ben 54) è proprio la nostra terra felix posizionatasi alle spalle della Lobardia (91 cappelli) e prima del Piemonte che ne ha 51. 

Unico ristorante con quattro cappelli in Campania è Taverna Estia a Brusciano in provincia di Napoli mentre i tre cappelli sono ben quattro: Danì Maison a Ischia; Don Alfonso 1890, a Sant’Agata sui Due Golfi, il ristorante Rossellinis di Palazzo Avino a Ravello in Costiera Amalfitana e la Torre del Saracino di Gennaro Esposito a Vico Equense. Sei in totale sono invece i due cappelli con cui sono state etichettate altrettante cucine. Tra queste anche quella del ristorante Il Refettorio del Monastero Santa Rosa di Conca dei Marini. Oltre alla piacevole sorpresa del ristorante del lussuoso hotel della Costiera Amalfitana figurano inoltre il ristorante L’olivo dell’Hotel Capri Palace a Capri, Oasis Antichi Sapori di Vallesaccarda in provincia di Avellino, Quattro Passi a Massa Lubrense, il ristorante Sud a Quarto in provincia di Napoli e la Taverna del Capitano a Massa Lubrense.

Quarantuno infine sono i ristoranti che gli ispettori de la Guida espresso hanno contraddistinto con un cappello. E tra questi anche alcuni che hanno fatto la storia della gastronomia in Campania come la Caravella ad Amalfi dove «Antonio Dipino è l’artefice di una cucina d’autore» o il Quisisana a Capri. Comunque sia di questi sei in Costiera Amalfitana. Si tratta de La Caravella di Amalfi, del Convento a Cetara, del ristorante Zass del San Pietro di Positano, Del Ristorante La Sponda dell’Albergo Sirenuse sempre a Positano, del Raro di Capo d’Orso a Maiori e del Flauto di Pan, ristorante dell’hotel Villa Cimbrone di Ravello.
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La lista si completa con Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, Acquapetra Resort (La locanda del Borgo Telese) Terme in provincia di Benevento, il Bikini a Vico Equense, Casa del Nonno 13 a Mercato San Severino, il Giardino Eden a Ischia, Grand Hotel Angiolieri (ristorante L’Accanto) a Vico Equense, Grand Hotel Excelsior Vittoria (Terrazza Bosquet) a Sorrento,  Hotel Capo La Gala (ristorante Maxi) a Vico Equense, Hotel Majestic Palace (ristorante Don Geppi) a Sant’Agnello, Hotel Manzi Terme (ristorante Il Mosaico) a Ischia, Hotel Quisisana (ristorante Rendez Vous) a Capri, Hotel Romeo (ristorante Il Comandante) a Napoli, Il Buco a Sorrento, Il Ghiottone a Santa Marina, Il Papavero a Eboli, Il Riccio a Capri, Il Saturnino a Ischia, L’Albergo della Regina Isabella (ristorante Indaco) a Ischia, L’Antica Trattoria a Sorrento, Le Colonne a Caserta, Le Trabe (Tenuta Capodifiume) a Capaccio, Lo Stuzzichino a Sant’Agata sui due Golfi, Locanda Severino a Caggiano, Mammà a Capri, Marennà a Sorbo Serpico, Osteria Arbustico a Valva, Palazzo Petrucci a Napoli, Pappacarbone a Cava de’Tirreni, Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia, President a Pompei, Relais Blu a Massa Lubrense, Terrazza Marziale a Sorrento, Umberto a Mare a Ischia, Vairo del Volturno a Vairano Patenora e Villa Chiara Orto e cucina a Vico Equense.

Più di sessanta sono poi i templi del gusto individuati lungo il vasto territorio salernitano e tutti segnalati nell’ampio vademecum del buon mangiare. Si parte da Amalfi dove svettano Da Gemma («la sicurezza di una cucina di tradizione ben eseguita a cominciare dalla genovese per finire con le melanzane al cioccolato, in un contesto unico, soprattutto quando si mangia sullo storico terrazzo») e il Lido Azzurro caratterizzato da «un servizio semplice ma preciso una cucina solida e senza voli pindarici che però non fa compromessi sulla qualità del prodotto». A Cetara impossibile non recarsi Al Convento dove la cucina, negli ultimi anni, è curata da Pasquale Torrente vincitore del premio di trattoria dell’anno, o a Positano dove, oltre ai ristoranti premiati con i cappelli, si consigliano Da Vincenzo «un locale frequentato con soddisfazione anche dalla clientela locale», e Max, «raffinato ristorante ospitato all’interno di una galleria d’arte». A Tramonti infine vale la pena fare una sosta all’Osteria Reale, nel tranquillo borgo di Gete.