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Caos Reazione a Catena: “La Rai ha finito i soldi”. Scoppia la polemica

I quiz show sono seguiti perché regalano un momento di lietezza, ma anche perché ci si affeziona ai concorrenti. Magari è per questo che ci sono poi tanti “leoni da tastiera” che poi sparano accuse pesanti e senza senso, aizzando altri utenti che non sono nemmeno a conoscenza delle dinamiche del gioco.

A Reazione a Catena, il programma condotto da Marco Liorni, è successo un pandemonio. Come mai? Il problema è che si sta vincendo troppo poco.

Polemica Social contro gli autori di Reazione a Catena

Leggendo i commenti, che sono stati tantissimi, sul discorso della difficoltà di Reazione a Catena, sono nate le “tesi complottistiche”. Si pensa che gli autori stiano costruendo delle catene che non sono collegate bene in modo che i concorrenti arrivino con un budget basso all’ultima parola. Questo perché la Rai ha finito i soldi! Ipotesi che non hanno alcun senso.

Gli autori dei programmi di qualsiasi quiz show, talent show o reality, sono personaggi soggetti ad un controllo da parte di un notaio. Ogni infrazione può costare caro, non solo il posto di lavoro, ma risarcimenti per danno d’immagine. Da quello che si sa di Reazione a Catena, quando si parla dei giochi, le catene e tutti i termini da scoprire, devono essere spiegati al notaio che deve capire se ci sono poi delle incongruenze con il regolamento.

Il fatto che alle volte alcuni giochi sono più facili ed altre più difficili, non è altro che un’idea del telespettatore stesso. Non tutti hanno una stessa cultura oppure una buona ricchezza di termini. Quello che per una persona è facile, per un’altra può essere difficile. Dopo questa spiegazione, le teorie complottistiche di Reazione a Catena, non hanno più senso di esistere.

Tra l’altro la Rai non è che crea dei quiz show su un budget che non può sforare, sarebbe illegale. Perfino in questo caso ci sono delle procedure da seguire. In base al capitale di utile, ci saranno i pagamenti delle vincite nel tempo.

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Reazione a Catena qual è la verità?

La verità è che Reazione a Catena non ha nulla da temere su polemiche o commenti. Il gioco è trasparente, in base alle attuali leggi dettate dallo Stato. Pensate che per riscuotere le vincite, i concorrenti, possono aspettare mesi o anni, com’è capitato a Massimo Cannoletta all’Eredità.

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Il gioco è strutturato in modo che occorre un buon orecchio musicale e una grande conoscenza di termini italiani. I commenti nascono sia quando non si vince che quando si vince. Nel primo caso si pensa che la Rai ha finito i soldi e nel secondo che la Rai regala soldi.

Maria Cannavacciuolo

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Maria Cannavacciuolo

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