Campi Flegrei a Napoli: Storia, Descrizione e Cosa Visitare

Il Tempo di Serepide all'interno dei siti dei Campi Flegrei - Foto angycalu

I Campi Flegrei (dal greco flègo, che significa “brucio”, “ardo”) sono una vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a ovest della città di Napoli e del suo golfo.

L’area è nota sin dall’antichità per la sua vivace attività vulcanica.

Campi Flegrei a Napoli: Descrizione del Sito

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Da un punto di vista geologico, l’area è una grande caldera in stato di quiescenza, con un diametro di 12–15 km.

I limiti sono dati dalla collina di Posillipo, dalla collina dei Camaldoli, dai rilievi settentrionali del cratere di Quarto, la collina di Sanseverino, l’acropoli di Cuma, e Monte di Procida.

In questo circuito si trovano numerosi crateri e piccoli edifici vulcanici (almeno ventiquattro).

Alcuni di essi presentano manifestazioni gassose effusive (area della Solfatara) o idrotermali (ad Agnano, Pozzuoli, Lucrino), nonché causa del fenomeno del bradisismo.

In tutta la zona sono visibili importanti depositi di origine vulcanica come il Tufo Grigio Campano (o Ignimbrite Campana) o il Tufo Giallo.

Nella zona sono presenti dei laghi di origine vulcanica (Lago d’Averno) e laghi costieri originatisi per sbarramento (Lago di Lucrino, Lago Fusaro, e Lago Miseno).

Campi Flegrei a Napoli: Storia e Comprensorio del Parco

La storia geologica dei Campi Flegrei è stata dominata da due grandi eruzioni: l’eruzione dell’Ignimbrite Campana (IC-avvenuta 39.000 anni fa) e l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano (TGN-avvenuta 15.000 anni fa).

Tali eruzioni sono connesse a due episodi di sprofondamento che, sovrapponendosi, hanno generato una caldera complessa che rappresenta la struttura più evidente del Distretto Vulcanico Flegreo.

Quest’ultimo comprende i Campi Flegrei, parte della città di Napoli, le isole vulcaniche di Procida ed Ischia, e la parte nord-occidentale del Golfo di Napoli.

Nel 2003, in attuazione della Legge Regionale della Campania n. 33 del 1.9.1993, è stato istituito il Parco regionale dei Campi Flegrei.

I Campi Flegrei costituiscono un’area ad alto rischio vulcanico sottoposta a costante sorveglianza dall’Osservatorio Vesuviano, sia attraverso periodiche campagne d’indagine sia con un monitoraggio continuo.

Zone di importante valore biologico e naturale sono Capo Miseno, il Parco sommerso di Baia, il Monte Nuovo e il Cratere degli Astroni.

Napoli e La Solfatara viste dall’alto – foto by sasaplanet_adventure_traveller

L’area dei Campi Flegrei è compresa nei comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e Napoli.

In particolare, i primi tre comuni citati, che occupano la cosiddetta penisola flegrea, sono quasi completamente flegrei.

Il comune di Quarto si estende per buona parte nei campi flegrei.

Il comune di Giugliano si estende invece nei campi flegrei limitatamente alla zona di Licola Mare, ricompresa nella frazione Lago Patria.

Ricade infine nei campi flegrei la zona occidentale del comune di Napoli, con i quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Posillipo, Soccavo e le località di Agnano Terme (parte del quartiere Bagnoli) e Pisani (parte del quartiere Pianura).

Fanno parte dei Campi Flegrei, benché si collochino al di fuori del cratere originario, anche le isole flegree di Ischia, Procida e Vivara.

Esse hanno una storia e cronologia in parte differente, in parte parallela a quella dei vulcani sulla terraferma.

Inoltre numerosi altri crateri sono stati individuati nel golfo di Pozzuoli, sprofondati nel mare o disgregati da esso nel corso dei millenni.

Campi Flegrei: Cosa Vedere

I siti del comprensorio Campi Flegrei vicino Napoli sono davvero molti.

Il più famoso è quello che si trova a Pozzuoli, con la Solfatara, l’anfiteatro Flavio e il Tempio di Serapide.

Ma ci sono anche posti che si trovano a Miseno, a Bacoli, a Cuma e Baia.

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