Cronaca

Campanile di Amalfi, la Soprintendenza: “Lavori autorizzati, mai stati iniziati dalla proprietà”

Puntuale è arrivato oggi il comunicato da parte della Soprintendenza in merito alle criticità in cui versa il campanile di Amalfi. In città c’è preoccupazione per la continua caduta di calcinacci. Un pericolo quotidiano anche per le migliaia di turisti che di qui a poco riprenderanno ad affollare i vicoli dell’antica repubblica marinara.

La Soprintendenza punta il dito contro la Curia. Sarebbe la Chiesa, infatti, a dover dare il via ai lavori di restauro del campanile. La Soprintendenza di Salerno e Avellino, nel 2017, approvava il progetto di “Restauro al campanile della Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo in Amalfi (Sa)”. Il programma veniva proposto dalla Curia Arcivescovile quale proprietaria del bene, che prevedeva interventi di restauro delle superfici esterne della muratura e degli elementi decorativi.

I lavori autorizzati dalla Soprintendenza non sono mai stati iniziati dalla proprietà. I finanziamenti, erogati dal Ministero della Cultura, che vedono il Segretariato regionale della Campania quale Stazione Appaltante, sono subentrati successivamente al progetto del 2017. Tale progettazione è stata finalizzata alla prevenzione del rischio sismico e, perciò, volta ad individuare quelle opere di miglioramento sismico e incremento della sicurezza statica del monumento, comunque necessarie per la conservazione del bene.

Sono, inoltre, accompagnati, nei limiti della disponibilità economica finanziata, da interventi di restauro delle superfici decorate della cella campanaria, elemento più vulnerabile del complesso.

Il progetto, redatto dai tecnici del Segretariato regionale della Campania, è stato approvato dalla Soprintendenza e sono in corso le procedure di affidamento per l’esecuzione dei lavori previsti. Sebbene gli obblighi conservativi incombono sul proprietario del bene e, a seguito di segnalazioni per la caduta di intonaci, la Soprintendenza ha intimato alla proprietà la messa in sicurezza del bene (anche al fine di evitare danni alla pubblica incolumità) e nel contempo, considerate le condizioni di degrado evidenziate nel monumento che rappresenta un unicum per la cultura storico artistica e paesaggistica dell’area, ha promosso in più occasioni l’opportunità di finanziarne il restauro.

Matteo Maiorano

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