Per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che risiedono a Napoli, è previsto lo svolgimento di alcuni impieghi presso il Comune e altri enti pubblici. Chi non prenderà parte all’iniziativa rischia di perdere il sussidio.
L’idea dei Puc, acronimo di Progetti Utili alla Collettività, si concretizza con la nuova proposta di impiegare i percettori del Reddito di Cittadinanza affiancandoli ai dipendenti pubblici nello svolgere il proprio lavoro attraverso il loro contributo.
I dipendenti del Comune di Napoli non saranno le sole figure con cui i beneficiari potranno scegliere di lavorare. Insieme a loro troviamo anche altri enti del settore pubblico, tra cui la Città Metropolitana, le società partecipate di Comune, ex provincia e regione, e per le coop sociali.
Gli enti che mostreranno il proprio interesse all’iniziativa potranno presentare le apposite domande entro il 30 giugno.
Agli aderenti sarà elargita una somma di denaro dal valore di 10 mila euro, necessari per poter assicurare la formazione, acquistare divise, mascherine, gel igienizzante e tutto ciò che servirà ai futuri lavoratori.
Sono già due i progetti Puc che hanno preso il via. Si tratta di alcuni lavori di manutenzione riguardanti il verde pubblico nella zona di Soccavo. Sono ben 350 i beneficiari ad essere coinvolti nel piano.
Prossimamente verranno portati avanti altri progetti al cui centro ci sarà il settore urbanistico e l’inclusione sociale. Parlando in termini numerici, secondo una stima, saranno circa 36 le persone idonee che potranno prendere parte ai progetti in programma.
Il Comune di Napoli, seguendo l’esempio di altri comuni italiani, ha deciso di aderire all’iniziativa e di coinvolgere da una parte i percettori del Reddito di Cittadinanza, dall’altra gli enti che offriranno le opportunità lavorative.
Infine, viene inserita una particolare prerogativa. Chi esprimerà dissenso nel partecipare al Puc o invece si assenterà per più di 24 ore, rischierà di perdere il sussidio.
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