Borgo Scacciaventi di Cava de’ Tirreni: quello che c’è da sapere sulla sua origine

L’origine del borgo di Cava de’ Tirreni, quello che noi chiamiamo Borgo Scacciaventi, ha una storia molto antica.

Dobbiamo tornare all’XI secolo, quando ai piedi del Monte Finestra, arrivò un gruppo di monaci, richiamati dalla santità di un nobile longobardo, Alferio Pappacarbone, che si era ritirato in quel luogo per una vita di contemplazione e di preghiera.

Da quel piccolo gruppo di monaci, si originò l’Abbazia benedettina della SS. Trinità, che divenne uno dei centri religiosi e culturali più interessanti dell’Italia Meridionale.

Covid Italia: 29mila i nuovi contagi e 822 decessi. Primo calo delle terapie intensive

Anche oggi puntuali come sempre alle 18.00 sono arrivati i dati divulgati dalla Protezione Civile riguardo la situazione di Coronavirus in Italia. Come riportano i dati del nuovo...

L’abbazia cavese divenne talmente importante che cominciò ad attirare a sè gli abitanti del territorio circostante, e così, si andò formando, vicino al santuario, un villaggio fortificato, il Corpo di Cava, che ovviamente dipendeva dall’autorità abbaziale.

La popolazione del villaggio del Corpo di Cava, in seguito, stancatasi dell’eccessiva dipendenza dagli abati, si rivoltò contro il Monastero cavese nel 1364.

L’Abbazia della SS. Trinità, così, fu costretta, così, a rinunciare ai diritti feudali e tutto l’apparato amministrativo ed economico della città si spostò più giù, verso la valle, finalmente indipendente.

Così, pian piano, iniziò a formarsi il borgo di Cava, e sorsero numerose botteghe sormontate dai famosi portici.

La funzione dei portici era quella di proteggere le merci dalle intemperie.

Il borgo di Cava, da piccolo, divenne sempre più grande, perchè aumentavano le botteghe con le loro case di palazzo, e alla fine assunse il nome di Borgo Scacciaventi.

Fu chiamato così perché una delle prime famiglie che vi abitò fu quella degli Scacciaventi.

I primi anni, il Borgo Scacciaventi era protetto da mura ed aveva due porte, l’una a settentrione, l’altra a sud, che poi furono abbattute per decisione del comune.

In questa zona cominciarono poi a sorgere i parlamenti e le Curie dei Notai, e ben presto a Cava l’artigianato fiorì talmente tanto che diventò famoso in tutto il territorio napoletano per la tessitura, la tintura delle stoffe e le manifatture della lana e della seta.

Nel ‘500 il Borgo Scacciaventi, unico in Italia meridionale per la presenza dei portici, sede della maggior parte degli scambi commerciali, fu attraversato dalla Via Regia, che collegava la città di Salerno a Napoli.

La continua evoluzione del Borgo negli anni ha fatto si che la struttura dei portici sia molto varia, con archi e soffitti tutti diversi tra loro e pieni di particolarità.

Essi rappresentano perciò, una bella testimonianza del cambiamento degli stili artistici attraverso i secoli.

I palazzi con i porticati sono dei veri capolavori di archittettura del tempo, frutto del sapiente lavoro dei muratori cavesi, noti in tutto il regno di Napoli come “maestri fabbricatori”.

Col passare del tempo i nuovi palazzi si sono uniti agli altri già esistenti formando un percorso che va da P.zza S. Francesco fino a S. Vito, comprendo una distanza di circa duemila metri.

Il Borgo Scacciaventi con i suoi portici è davvero caratteristico ed unico nel Mezzogiorno d’Italia.

Lorenzo Giustiniani alla fine del Settecento ne parla, descrivendolo così:

«A me piace molto la città della Cava, e specialmente la ben lunga strada, che vi si vede tutta porticata, e sempre ricca, ed abbondante di viveri, da rassomigliarsi quasi ad una delle migliori di Napoli».

Oggi, per chi viene a visitare Cava de’ Tirreni, la passeggiata sul corso con i famigerati portici è d’obbligo, come anche il giro per le vetrine dei negozi.

Il commercio a Cava rimane ancora una delle attrazioni principali tuttora.

Chi passeggia tra i portici può godere di una particolare atmosfera incantevole, tra antichità e modernità.

Oltre ai portici, si possono ammirare altre bellezze architettoniche, in piazza Duomo, per esempio si può visitare la cinquecentesca Cattedrale restaurata e l’artistica fontana dei delfini, dello scultore cavese Alfonso Balzico.

Andando avanti direzione Salerno, procedendo sul Corso, si arriva al Largo Comizi, dove si possono ammirare le splendide e stupende architetture pre-barocche di S.Giovanni e dalla Chiesa del Purgatorio, erette dagli Artisti, fecenti parte delle omonime arciconfraternite fondate nel 1596.

Dopo la Chiesa del Purgatorio, inizia il vero e proprio Borgo Scacciaventi, e qui da notare gli antichi palazzi con i portali in pietra scolpita e con le corti con stile architettonico aragonese.

Al termine del Borgo Scacciaventi si apre la luminosa Piazza S. Francesco con la cinquecentesca Chiesa della Madonna dell’Olmo , insieme al Santuario e al Convento di S. Francesco.