I battenti di Minori, peccatori incappucciati che cantando raccontano l’anima. Giovedì e venerdì i riti penitenziali

Due tonalità e una flebilità di canto che parla al mondo dell’immortalità dell’anima. Sono i canti dei battenti di Minori, una delle più antiche tradizioni extraliturgiche della Costa d’Amalfi e per la cui tutela, nel 2010, prestò la sua opera intellettuale il grande musicologo Roberto De Simone.

Anche quest’anno la forza della fede e della tradizione si rinnova a Minori con i riti della Settimana Santa, uno dei momenti più suggestivi da scoprire nella meravigliosa cornice di questo borgo costiero, in una perfetta sintesi tra liturgia ufficiale e pietà popolare. I Battenti, i peccatori incappucciati, vestiti di bianco e cinti da una corda di canapa, daranno inizio tra qualche giorno ai riti della passione e morte di Cristo.

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A partire dalla sera del Giovedì Santo, dopo della santa messa in Coena Domini, intoneranno il loro intenso canto, diviso per i differenti toni, detti “e vascie” (di sotto) e “e ncoppe” (di sopra), una definizione che nasce dalla presenza di due confraternite anticamente attive sul territorio, la prima ubicata in pianura, l’altra nella zona collinare del paese. La processione penitenziale del giovedì si svolge lungo le vie cittadini per concludersi, poi, in tarda serata nella Basilica di Santa Trofimena.

I peccatori incappucciati, sfileranno poi alle le prime luci dell’alba del Venerdì Santo. Intorno alle cinque del mattino i Battenti raggiungeranno con il loro canto anche le frazioni più lontane dal centro cittadino, per poi tornare in Basilica intorno mezzogiorno per intonare l’ultima penitenziale. Si tratta di una delle tradizioni più antiche di tutta la Costiera Amalfitana, quella del canto dei Battenti.

Una consuetudine che nasce dall’incontro tra religione cristiana e riti pagani e che si tramanda sin dal lontano XIV secolo grazie all’Arciconfraternita del SS. Sacramento che ne è la custode, trovando la sua massima espressione nella Processione del Venerdì Santo. Ed è questo forse, il momento culminante di tutta la Settimana Santa di Minori, quando tutte le luci si spengono e le strade e i vicoli di Minori vengono illuminate dalla sola luce di fiaccole e lumini.

Nella calda penombra che si spinge fino al mare, il paese intero si prepara a rivivere la Passione di Cristo, in un’atmosfera unica, avvolta dal mistero di questo antico rito. Quello che si canta per le strade è una Via Crucis; questi canti sono tramandati oralmente da generazioni, e studi recenti non sono riusciti a dimostrare la provenienza dei testi, i quali probabilmente sono posteriori alla melodia, ma nello stesso tempo hanno, però, individuato che ciò che viene cantato sono melodie antichissime definite e fissate nel periodo barocco.

Ai canti in strada si aggiungono quelli “e rind’ a chiesa”(canti in chiesa), che si eseguono durante la visita al “sepolcro” (l’Altare della Reposizione). Essi, preceduti dal canto del Perdono mio Dio, sono invocazioni alla Madonna. Infine, come ultimo canto caratteristico dei Battenti, abbiamo il Pianto di Maria che si esegue all’uscita dalla chiesa. A questi va aggiunto il canto “Sento l’amaro pianto”,l’unico non eseguito a cappella, che viene cantato il Venerdì Santo sera durante la processione del Cristo Morto.

Negli ultimi anni grazie ad alcune giornate di studio, organizzate dalla suddetta Arciconfraternita e dal Centro di cultura e storia locale, diversi studiosi si sono accostati allo studio dei canti e dei riti dei Battenti di Minori dal punto di vista teologico, musicale e antropologico; tra questi menzioniamo il teologo prof. padre Edoardo Scognamiglio, l’antropologo prof. Luigi Maria Lombardi–Satriano e l’etno – musicologo Roberto De Simone.

E’ anche grazie agli studi etno-musicali e antropologici, oltre che all’impegno degli organi direttivi dell’Arciconfraternita, che il 30 marzo 2010 il Canto dei Battenti è stato dichiarato Patrimonio Storico Culturale della Città, oltre che “Bene Demoetnoantropologico Immateriale” dal Mibac, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Tornando allo svolgimento dei sacri riti già dal primo pomeriggio di venerdì, le strade del paese si animano, rispettando comunque l’austerità del giorno in cui si celebra la morte di Cristo, con i tanti giovani che prendono parte all’allestimento della Processione del Cristo Morto, un impegno che da anni viene sostenuto con successo dall’Arciconfraternita del SS. Sacramento, vera anima dell’intera manifestazione.

Nelle giornate di Giovedì e Venerdì Santo nella città di Minori è possibile, quindi, rivivere con intensità e profonda fede il dramma e la passione di Cristo, in un’atmosfera surreale e quasi fuori dal tempo, un vero e proprio “amore per la passione”, capace di coinvolgere non solo i fedeli, ma anche i numerosissimi spettatori, spinti dalla curiosità di vivere un momento unico, a metà tra fede e spettacolo.

Le celebrazioni saranno trasmesse in diretta streaming sul sito www.santatrofimena.it. La santa Messa della Domenica di Pasqau delle ore 10.30 sar trasmessa in diretta dalla televisione Otto Channel canale 696 del digitale terrestre.