Eboli. È stata una scena raccapricciante quella che, secondo quanto riferito agli inquirenti, Giuseppe Santoro, si è ritrovato dinnanzi a sè quando, nella mattinata di ieri, intorno alle 8,30, due pitbull hanno azzannato suo nipote di 13 mesi, Francesco Pio, ferendone la madre e, in misura minore, anche suo fratello Simone, l’altro zio del bimbo, che hanno cercato, senza successo, di difenderlo dalla furia dei cani.
La cui violenza, stando a quanto emerge dalle indagini, era già stata riscontrata: i due pitbull, infatti, come si legge sul quotidiano Il Mattino in un articolo a firma di Paolo Panaro, si erano resi protagonisti dell’omicidio di un cane della loro stessa razza.
Inutile l’intervento, seppur tempestivo, del 118, giunto nella villetta della frazione litoranea di Campolongo appena 12 minuti dopo la prima richiesta di soccorso. Nonostante le manovre salvavita, eseguite anche con l’aiuto di un defibrillatore, il piccolo è deceduto poco dopo.
Sarà ora l’autopsia che verrà eseguita domani sul corpo del bimob, trasferito nell’obitorio del nosocomio di Eboli, a fare ulteriore chiarezza su un episodio che ha destato sgomento e rabbia nella popolazione, vista la grande risonanza, non solo in ambito locale: da rappresentanti della politica alle associazioni dei consumatori, tante le richieste di limitazioni per le razze di cani più aggressive e di estensione dell’obbligo di museruola nei luoghi pubblici.
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