Siccità, l’Ausino chiede ordinanze sindacali per limitare il consumo d’acqua

L’Ausino chiede ai comuni della Costa attenzione per i consumi idrici a causa della siccità di questo periodo.

A causa della scarsità di precipitazioni, dell’aumento dell’uso per attività turistiche, delle elevate temperature e per altri fattori l’Ausino richiede l’urgente adozione di ordinanze sindacali per il divieto degli usi impropri.

La concomitanza di questi imprevisti fattori ha portato infatti ad una carenza idrica, che per il momento è ancora gestibile.

Questa situazione comunque sta provocando in questi giorni modesti disservizi per abbassamento della pressione e sporadiche mancanze di acque concentrate soprattutto nelle zone poste ad alta quota altimetrica e nei piani più alti degli edifici.

Viste determinate situazione l’Ausino ha previdentemente provveduto a potenziare, fino alla capacità massima del sistema idrico gestito, l’erogazione di risorsa idrica, impiegando il proprio personale in una capillare attività di controllo.

L’obiettivo è quello di di eseguire manovre sulle reti idriche finalizzate a ridurre al minimo i disagi all’utenza.

Nonostante ciò, questi provvedimenti non basteranno più se la situazione ambientale e metereologica non cambia e per queste ragioni si potrebbe ricorrere a a interventi più drastici per assicurare la risorsa idrica all’utenza; un esempio è la chiusura notturna dei volumi di accumulo notturni e la conseguente interruzione del flusso idrico nelle reti  di distribuzione.

Proprio in virtù di questi scenari l’Ausino sottolinea la necessità di attuare provvedimenti per limitare il consumo d’acqua, evitando sprechi.

In questo contesto si chiede ai comuni di promulgare un’ordinanza che vieti il consumo dell’acqua per motivi impropri e accompagnando a ciò un’adeguata attività di vigilanza e controllo che preveda apposite sanzioni per i trasgressori.

Gli impropri che devono essere vietati sono i seguenti:

– irrigazione di orti, aiuole e giardini pubblici e privati;
– riempimento di ogni tipo di piscine pubbliche e private;
– lavaggio di automobili e/o motocicli;
– consumo di acqua potabile per qualsiasi uso ludico;
– prelevare acqua dalle fontane pubbliche per usi diversi dall’alimentazione, se non da persone a ciò
autorizzate e per gli usi cui tali prese sono destinate;
– prelevare acqua dagli idranti pubblici e privati se non per lo spegnimento di incendi.
Tutte le fontane pubbliche dovranno essere dotate di rubinetti di chiusura degli sbocchi, eliminando il sistema “a getto continuo”.

E’ necessario e morale evitare sprechi anche nella nostra dimensione privata per far fronte a questa emergenza cercando di arginare il più possibili i danni che può comportare alla comunità.