Auguri di Natale: i più originali arrivano da Furore. Ferraioli auspica l’infinito irridendo giocosamente la grammatica

Ha sempre guardato avanti, nella vita privata come in quella pubblica. E se si è voltato indietro lo ha fatto per guardale alla storia, passata e recente, di questo lembo di terra. Raffaele Ferraioli, amministratore di lungo corso (la scorsa estate con amici e cittadini festeggiò i cinquant’anni di impegno politico) questo modus operandi ha deciso di trasformalo in prosa esortando tutti a vivere in un solo modo: all’infinito. Lo ha fatto cogliendo l’occasione delle imminenti festività, per le quali ha prodotto i suoi originalissimi auguri nei quali si prende gioco dell’analisi grammaticale. E chissà se per questa pratica il sindaco di Furore abbia subito il contagio di un mostro sacro della risata come Alessandro Siani, al quale a maggio consegnò le chiavi della città. Comunque sia, Ferraioli, dopo aver snocciolato le sue irriverenze, sostiene che per “lasciarsi andare, sognare, amare e vivere c’è solo l’infinito”. E il motivo è presto svelato. A cominciare dai verbi che Ferraioli, dopo averli elencati tutti (attivi, passivi, transitivi, regolari, irregolari, difettivi, ausiliari, servili, riflessivi, deponenti, interattivi, intensivi) chiosa un dialettale “ma a chi vulite accidere? L’analisi prosegue con i modi (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, gerundio, participio) che il sindaco di Furore definisce “‘Na jacovella!”. Poi è la volta dei tempi, cbe per Ferraioli sono una vera “zarzuela”. Infine i pronomi personali: “Sono la prova – scrive il sindaco – dell’egiosmo e del personalismo che da sempre pervade le nostre società”. E allora che fare? Per Ferraioli non bisogna né coniugare e neppure declinare. “Semplicemente lasciarsi andare, sognare, amare, vivere… All’infinito”. Auguri anche lei, sindaco.