Attentato in Nuova Zelanda: il bilancio provvisorio è di 49 morti e decine di feriti

Terrore in Nuova Zelanda, dove questa mattina ci sono stati due attentati in altrettante moschee della città di Christchurch.

Secondo le prime ricostruzioni, fornite anche dal sito de Il Corriere,  quattro assalitori hanno presa di mira le moschee di Christchurch, la più grande località dell’Isola del Sud, sparando a sangue freddo sui fedeli.

Il bilancio provvisorio parla di 49 i morti, e decine di feriti. Ha confermare la notizia è stato anche la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern, che ha descritto l’accaduto come «un atto di violenza senza precedenti» e «uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda».

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Pare siano state arrestati 4 sospetti, tre uomini e una donna. Uno di loro è un cittadino australiano, un bianco di 28 anni, arrivato in Nuova Zelanda soltanto per pianificare e preparare l’attacco, ha affermato l’uomo in un manifesto di 28 pagine postato sul web per rivendicare la strage.

L’attentatore ha anche precisato di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l’attacco.

L’uomo avrebbe scritto sui caricatori della pistola con la quale ha compiuto la strage, i nomi di alcuni uomini che l’hanno ispirato e tra questi ci sarebbe Luca Traini.

L’uomo che ha sparato all’impazzata dalla sua auto per le strade di Macerata contro immigrati africani. Oltre all’italiano l’attentatore avrebbe scritto quelli di altri assalitori bianchi responsabili di uccisioni di stranieri come Alexandre Bissonette che nel 2017 uccise sei persone in una moschea di Quebec City e Sebastiano Venier, generale veneziano eroe della battaglia di Lepanto contro i Turchi nel XVI secolo.