Atrani, Santa Maria del Bando: alcune ipotesi realtive alle recenti scoperte

Nell’ultimo mese si è parlato tanto della Chiesa di Santa Maria del Bando di Atrani e della Grotta di Masaniello.

Il forte interesse della comunità di Atrani e dei media è dovuto ad una serie di scoperte che riguardano, per l’appunto, i due luoghi. A seguito di un intervento di pulizia degli arbusti e delle erbacce, sono state scoperte delle piccole grotte.

Ad intervenire sulla vicenda con delle ipotesi riguardo i ritrovamenti è Francesco Corvino di Atrani, laureato in Archeologia, che prendendo in considerazione lo storico Matteo Camera che, parlando della chiesa di Santa Maria del Bando nella sua Istoria, descrive la grotta di Masaniello “la quale richiama alla contemplazione l’amore per la vita ascetica disuso tra que’ solitari, i quali si scavano nel sasso gli altari, le cucine, i dormitori e perfino la stessa tomba; ma tutto annunziava povertà e divozione”.

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Si potrebbe ipotizzare quindi che la grotta fu utilizzata nell’alto Medioevo come “Romitorio” ascetico, all’interno di un’area dalla forte valenza religiosa ma l’assenza di aree scavate nella roccia che consentivano ai monaci di dormire, farebbe più pensare ad una chiesa rupestre, sul modello di S.M. de Olearia a Maiori dove i pellegrini si recavano e si dissetavano dalle vasche. Speriamo che un’indagine archeologica mirata, possa nel breve tempo, consentire una precisa ricostruzione funzionale del sito.

Il Camera nella sua Istoria aggiunge “ ..ho osservato in questa spelonca un cumulo di ossa umane sotterrate e coperte di terreno”. Anche qui il Camera forse potrebbe riferirsi a sepolture antiche presenti nella parte inferiore della grotta o forse ai colerici ottocenteschi, interrati in questa zona isolata dell’abitato.

Quindi, anche in questo caso, sarebbe necessario anche un’indagine approfondita del livello inferiore della grotta, in modo da ricostruire la frequentazione globale del sito.

Infine anche il Pansa, sul finire del ‘600 scrive, citando la chiesa di “S. Maria delli Banni”, come “molto miracolosa con le bellissime abbitazioni ed orticelli; ove un romito star suole di continuo”: quindi alla Madonna veniva associata una funzione taumaturgica ma anche un ideale di vita contemplativa ed isolata”.

Forse a quei luoghi, in età alto medievale potevano essere associate culti rupestri, celebrati all’interno delle grotte localizzate intorno ad essa.