Territorio

Atrani, dissesto idrogeologico: il comune scrive alla Presidenza del Consiglio per gli interventi post alluvione

L’Amministrazione comunale di Atrani, guidata dal sindaco Luciano De Rosa Laderchi, ha scritto alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per chiedere che vengano effettuati gli interventi di messa in sicurezza del territorio previsti all’indomani della terribile alluvione del 9 settembre 2010.

Sono passati quasi 13 anni ma le opere di mitigazione del rischio idrogeologico non sono state avviate. Risale proprio al 2010 lo stanziamento dei fondi per il “Miglioramento delle caratteristiche di stabilità e sicurezza del territorio” circa gli interventi sui costoni rocciosi, vitale per proteggere l’abitato di Atrani dagli effetti delle frane dovute soprattutto alle prime piogge autunnali. I fondi, a distanza di oltre un decennio, non risultano più sufficienti ed eseguire completamente gli interventi a causa dell’aumento dei prezzi delle lavorazioni previste.

L’Amministrazione comunale ha quindi richiesto un necessario supporto finanziario aggiuntivo rispetto ai fondi inizialmente previsti per eseguire gli interventi in maniera completa al fine di proteggere adeguatamente il borgo. Il sindaco del piccolo borgo della Costiera Amalfitana ha anche sollecitato il finanziamento per la realizzazione dello scolmatore di piena nell’alveo del torrente Dragone.

Il rigonfiamento del letto del torrente Dragone fu la causa dell’alluvione del 2010. Il progetto, già incluso nel sistema ReNDIS dal 2017, sembra essere sfuggito alle priorità di Regione e Ministeri competenti. Per Atrani, invece, si tratta di un’opera fondamentale per garantire la sicurezza a lungo termine e l’incolumità di quanti lo abitano e vi sono ospitati, non soltanto nella stagione estiva. L’Ufficio Tecnico del Comune di Atrani, in attesa di un riscontro alle note inviate, ha nel frattempo indetto una conferenza dei servizi decisoria per quanto riguarda i due progetti fondamentali per la sicurezza del borgo più piccolo d’Italia.

Nello specifico i progetti riguardano gli interventi di messa in sicurezza dei costoni rocciosi, sia dal lato Amalfi che dal lato Ravello e Scala, e quello circa il progetto per migliorare il deflusso delle acque del torrente Dragone. Entrambe le progettualità hanno percorso un lungo iter ma attendono ora di avere i pareri necessari e il nulla osta definitivo proprio da questo tavolo tecnico che si spera possa diventare un punto di svolta per contrastare gli effetti del dissesto idrogeologico ed evitare altre tragedie annunciate, come quella del 2010.

Redazione Web

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