Atrani, pranzi, cene e pedaggi: così spesi i soldi del Conservatorio di Santa Rosalia

Dovranno risarcire per intero il danno erariale da oltre un milione e 400mila euro i 17 indagati sulla mala gestio del compendio immobiliare dell’ex Conservatorio di Atrani di proprietà del Ministero dell’Istruzione. Spesi 92mila euro in 10 anni per cene e pedaggi. La notizia oggi in edicola sul quotidiano La Città.

Pranzi e cene nei ristoranti. Rifornimento di carburante. E, per non farsi mancare nulla, il pedaggio autostradale. Sono stati prosciugati senza valide motivazioni i fondi dell’ex Conservatorio di Santa Rosalia ad Atrani. Circa 92mila euro in 10 anni.

Dovranno rispondere di danno all’erario in diciassette. Agli indagati sono contestati anche 100mila euro di canoni non riscossi e successivamente prescritti (il tempo è decorso senza che potessero essere più riscossi) e oltre 650mila euro di denaro non introitato per l’occupazione abusiva di alcuni dei 52 locali che fanno parte del patrimonio immobiliare dell’istituto.

È quanto emerge dalle indagini del nucleo di polizia economico – finanziario della Guardia di Finanza di Salerno agli ordini del colonnello Claudio Molinari. Il credito finora discusso si somma ai 500mila euro mai entrati per il mancato adeguamento dei canoni di locazione ai prezzi standard di mercato. A questi vanno sommati gli eventuali interessi per diverse centinaia di migliaia di euro.

Le diciassette persone coinvolte saranno ascoltate per fornire la propria versione su come sia stato effettivamente gestito il patrimonio dell’ente.

L’ISTITUTO – L’ex Conservatorio di Santa Rosalia in Atrani è stato fondato, come narra la tradizione, da un provvedimento adottato attorno l’anno 1682 dall’Università di Atrani e dai notabili del paese tra cui i reverendi Sigismondo di Lieto e Filippo Vollaro (come si ricava dal testamento di quest’ultimo datato 17 aprile 1682 per notaio Mattia Giaccio di Napoli). L’istituto provvedeva all’avvio della vita monastica delle figlie e delle parenti dei fondatori nonché alla educazione e all’istruzione delle fanciulle – anche povere – e delle orfanelle del territorio di Atrani.