Apple e la sede in Campania: in fumo i 600 posti di lavoro a Napoli?

Napoli. L’Italia è un paese con numerose difficoltà per quanto riguarda la disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Sembrava che un’azienda famosa come la Apple si fosse proposta di risollevare la situazione, almeno in parte, portando innovazione e seicento posti di lavoro. Sembrava. Matteo Renzi e Tim Cook, amministratore delegato della Apple, hanno preso un accordo per la creazione di un nuovo polo per sviluppatori nella città, ma non è chiaro cosa ne sarà nel presente e nel futuro.

Si parlava di un polo di formazione e innovazione, una vera opportunità per il Sud e per l’intero paese, per permettere a 600 giovani di lavorare per la Apple nella loro città. Molti investitori dell’hi-tech avrebbero investito nell’impresa e si sarebbero intravisti anche segnali di crescita e di ripresa.

Cosa è accaduto davvero?

I seicento posti di lavoro erano in realtà posti per la formazione in Apple e per lo sviluppo di competenze specifiche utili all’azienda. In più le borse di studio per la formazione sarebbero state pagate dalla regione Campania. Siamo sicuri che si trattasse di un affare per il Sud Italia? O semplicemente c’è stato un problema di comunicazione?

Atrani: domani si riaprono le aule dell’edificio scolastico “E.Proto”

In una nota pubblicata dal Comune di Atrani, l'Amministrazione Comunale rivolge un pensiero ai piccoli alunni che domani torneranno alla scuola "E.Proto", ringraziando anche...

Sembra che sarà la regione a sborsare addirittura 7 milioni di euro per l’alta formazione specializzata di persone che non avranno nemmeno la certezza di essere assunte. Ed è così che le aspettative di molti si sono sgonfiate.

Il morale è tornato a terra e le promesse svanite. Seicento ipotetici posti di lavoro svaniti e la promessa di un futuro migliore evaporata in una nuvola di fumo. Un’ ennesima occasione sprecata per il nostro paese, un’ennesima brutta figura agli occhi dei cittadini. Un duro colpo al cuore e al morale. Non resta che rimboccarsi le maniche e sperare in un futuro migliore, dove magari alle promesse sarà dato seguito.