Territorio

Praiano. Antenne in via Costantinopoli: consegnata la petizione. Ma la Sindaca difende l’operato dell’ente

Sospendere la procedura per la realizzazione di un impianto di telecomunicazione, su un suolo privato, in via Costantinopoli a Praiano. E’ questo l’obiettivo della petizione popolare presentata nei giorni scorsi al Comune su iniziativa dell’ex primo cittadino Gennaro Amendola. Circa duecento sarebbero i firmatari, preoccupati dalla presunta crescita dell’inquinamento elettromagnetico nel comune e da conseguenze negative sulla salute dei cittadini.

L’autorizzazione al gestore era stata concessa lo scorso 21 Novembre con un atto dell’ente, a firma della responsabile dello Sportello Attività Produttive. La cittadinanza, secondo l’ex sindaco, sarebbe stata informata troppo tardi della decisione. “La nostra comunità è stata informata della vicenda per il tramite del sottoscritto e di altri cittadini – si legge nel documento introduttivo della petizione avviata dall’ex sindaco Gennaro Amendola – e ad atti gia rilasciati“.

I praianesi hanno “immediatamente espresso le proprie preoccupazioni, anche aderendo alla raccolta firme-appello che è stata poi presentata“. “L’iniziativa (per ora) non ha avuto alcun riscontro dall’amministrazione – si legge, ancora, nel documento – che si e’ trincerata dietro un silenzio inquietante”.

“Quello che è sicuramente discutibile e gravissimo – prosegue ancora il documento è il fatto che la scelta di autorizzare la realizzazione dell’impianto non è stata oggetto di alcun atto politico dell’amministrazione“. Nel mirino l’assenza di atti come delibere di giunta o consiglio comunale relative a tale installazione.

Caso antenne Praiano: la vicenda

Nel consiglio dello scorso 20 Dicembre il tema aveva, in realtà, trovato ampia trattazione.
Il Comune è, infatti, obbligato dalle norme, come ricordato dalla sindaca Caso nel corso del suo intervento, a convocare la conferenza di servizi. Obbligo previsto non solo dalla legge madre (la 241-90) ma anche dal dpr 260/10 per l’esame contestuale dei diversi interessi pubblici sottesi all’intervento“.

Ai suoi lavori parteciparono Soprintendenza, Arpac, e gli uffici comunali, sia per la parte urbanistica che paesaggistica. All’esito della prima riunione, dall’ente comunale furono espressi pareri favorevoli, sia dall’ufficio urbanistico che da quello paesaggistico, mentre non risultavano pervenuti il parere della Soprintendenza, quello dell’Arpac e dell’ente parco.

Il Comune ha cercato di “evitare” l’installazione dell’antenna con due pareri negativi.

Alla data di redazione del secondo verbale risultava pervenuto il parere favorevole dell’Arpac, stavolta motivato: secondo l’agenzia regionale, ente tenuto alla valutazione dei rischi per la salute dei cittadini, non ve ne sarebbe stato alcuno: l’impianto rispetterebbe, infatti, tutti i parametri di emissioni previsti dalla legge.

Nel frattempo, però, erano scattati i termini previsti dall’articolo 14 della legge 241/90, per cui vige il silenzio-assenso: dunque la Soprintendenza e l’ente parco hanno, nei fatti, manifestato assenso all’installazione dell’antenna.

Il Comune, però, ha provato ulteriormente ad evitare l’installazione dell’antenna: il secondo verbale della Conferenza si era chiuso, infatti, con un parere di rigetto. Atto, quest’ultimo, disciplinato dall’articolo 10 della legge 241/90, trasmesso alla Wind.

Che, una volta ricevuto il preavviso di rigetto, avrebbe avuto dieci giorni per esprimere osservazioni, prodotte in misura molto netta rispetto al parere negativo sia urbanistico che paesaggistico.

Di lì, dunque, il conseguente parere favorevole dell’ufficio urbanistico, essendo l’installazione delle antenne in deroga a tutti gli strumenti vigenti, mentre la Commissione Paesaggio aveva mostrato interesse alla formulazione di una nuova ipotesi progettuale in integrazione al progetto precedentemente trasmesso. A fronte di un terzo verbale, tuttavia, è rimata in essere l’inerzia della Soprintendenza, che perdura ancora oggi.

La Conferenza, dunque, ha chiuso i suoi lavori con il silenzio assenso dell’ente guidato da Raffaella Bonaudo. A fronte del principio della prevalenza dei pareri, tra cui quelli tecnici erano risultati favorevoli, visto anche il silenzio-assenso degli enti restanti, dunque, gli uffici hanno dovuto autorizzare l’installazione, peraltro su un suolo privato.

Il parere della commissione paesaggio, unico negativo, non è, infatti, vincolante. Anche il parere della Soprintendenza, seppur negativo, in quanto della medesima natura, non avrebbe potuto cambiare le carte in tavola. Il Comune avrebbe, in ogni caso, per la sua parte, garantito la riduzione dell’impatto dell’opera sotto il profilo paesaggistico. In futuro l’obiettivo è quello di giungere all’approvazione di un regolamento per l’installazione di nuovi impianti.

L’impianto rispetta le condizioni sancite dalla legge: in ogni caso, questo sarà oggetto di valutazione puntuale e costante: ci rivolgeremo ad un’agenzia terza che affiancherà l’Arpac, faremo sì che il diritto alla salute sia sempre tutelato. Peraltro sullo stesso suolo già insiste un’antenna Tim da circa vent’anni“, ha commentato la Sindaca di Praiano.

Ma il suo predecessore Amendola ha puntato il dito anche contro il diniego dell’accesso agli atti, che ai firmatari della petizione sarebbe dovuto essere riconosciuto: “Per quanto riguarda questo punto il diniego di cui parla non è una scelta dell’amministrazione ma è dettata dalla norma. Wind è tenuta ad essere informata della richiesta e può non acconsentire all’accesso. E così è stato – ha aggiunto la Sindaca ad Amalfinotizie – Mentre il consigliere di minoranza che ha fatto la stessa richiesta, nello svolgimento del suo mandato, può avere accesso. Cosa che è avvenuta“.

Colui che oggi pontifica perchè non ha provveduto a dotare il Comune di Praiano di un regolamento antenne?“, ha concluso il primo cittadino di Praiano ritenendo che soltanto l’approvazione di un documento di questo tipo possa, in futuro, tutelare la cittadinanza dalla realizzazione futura di nuovi impianti.

Andrea Bignardi

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