Annullate le multe dei tutor sull’autostrada A16 Napoli – Canosa. Ecco Perché

Sono centinaia le multe annullate dal giudice di Pace relative alle rilevazione dei tutor presenti sull’autostrada A16 nel tratto compreso tra Avellino e Baiano.

Il Presidente dell’Associazione nazionale “Difesa Consumatori e Contribuenti”, Cristiano Ceriello, ha scritto al Prefetto di Avellino chiedendo l’annullamento di tutte le sanzioni sinora elevate, nonché di quelle ancora in carico, ciò fino a che l’apparecchiatura Tutor.

La richiesta giunge per la mancata taratura e verifica periodica dell’apparecchiatura. Questo non consentirebbe di ritenere attendibili i rilevamenti delle apparecchiature e per tanto le multe elevate andranno annullate.

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Allo stesso presidente Ceriello nei mesi passati è stato notificato un verbale dalla Prefettura  di Avellino, per una presunta violazione ex art. 142/8 del Codice della Strada, dovuto al presunto mancato rispetto del limite di 80 km/h sul tratto Autostradale A16 (Avellino-Baiano), segnalato dal tutor, con la comminazione di 184,62 euro di sanzione e la decurtazione di 3 punti dalla patente.

Il verbale è stato immediatamente impugnato dinnanzi al Giudice di Pace di Avellino, il quale dopo la discussione orale ha annullato il verbale, ritenendolo nullo. Procedimento simile è avvenuto per centinaia di altre multe che sono state annullate dal giudice irpino.

L’associazione “Difesa Consumatori e Contribuenti” ha chiesto al prefetto di disporre d’ufficio l’annullamento di tutti i verbali sinora elevati e notificati e, ancora, di quelli elevati ma non ancora posti in notifica con le vecchie procedure.

Anzi da questa situazione si è creata anche una disparità di trattamento tra i soggetti coinvolti nella vicenda: la prima riguarda i cittadini che hanno pagato nei 60 giorni previsti la sanzione e si sono visti decurtare i punti dalla patente.

La seconda riguarda coloro che non hanno pagato la multa e dovranno pagare un surplus affidato alla società di riscossione Equitalia. La terza quella di chi ha sì proposto ricorso e vistosi annullare la contravvenzione. Ma per farlo si è dovuto “sobbarcare” le spese di iscrizione a ruolo del Giudizio, se non le spese aggiuntive di affidarsi ad un legale per vedere riconosciuti i propri diritti. Infine l’ultima categoria che riguarda la prefettura irpina che si ritrova costretta a pagare le spese dei ricorsi.