Quali sono i sintomi che indicano che c’è una carenza di ferro? Ecco come riconoscerli e trovare la soluzione giusta.
La carenza di ferro continua a rappresentare un problema sanitario di vasta portata a livello globale e nazionale, con implicazioni significative per la salute pubblica. Secondo gli ultimi dati aggiornati, circa quattro persone su dieci nel mondo soffrono di questa condizione, che in Italia interessa tre individui su dieci. In occasione della recente Giornata internazionale dedicata a questa tematica, è importante approfondire le cause, i sintomi e le strategie nutrizionali più efficaci per contrastarla.
Sintomi e conseguenze della carenza di ferro
L’anemia sideropenica, definita anche anemia da carenza di ferro, costituisce la forma più comune di anemia. Il ferro è un minerale essenziale per la sintesi dell’emoglobina, la proteina che consente il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Quando le riserve di ferro si esauriscono, il corpo non riesce più a garantire un’ossigenazione adeguata di muscoli, tessuti e organi, determinando una serie di manifestazioni cliniche.
I sintomi più frequenti includono stanchezza persistente, mancanza di respiro, pallore della pelle, mal di testa ricorrenti, fragilità di capelli e unghie, difficoltà di concentrazione e irritabilità. Nei casi più avanzati si può osservare anche una maggiore suscettibilità alle infezioni. Questi segnali, spesso vaghi e facilmente confondibili con altre condizioni come lo stress, richiedono un’attenta valutazione medica attraverso esami specifici, tra cui la misurazione di emoglobina, ferritina e transferrina nel sangue.

La carenza di ferro può manifestarsi per diverse ragioni, tra cui perdite ematiche, scarso apporto alimentare, ridotto assorbimento intestinale o aumentato fabbisogno. Le donne in età fertile, soprattutto durante la gravidanza e l’allattamento, sono particolarmente vulnerabili, così come i bambini in crescita, gli sportivi e chi segue diete sbilanciate o molto restrittive.
Le emorragie, anche se non evidenti, rappresentano una causa frequente. Ad esempio, sanguinamenti mestruali abbondanti o perdite intestinali croniche dovute a malattie come la celiachia, la malattia di Crohn o la presenza di polipi, possono ridurre significativamente le riserve di ferro.
Alimentazione e integrazione: la strategia per prevenire la carenza
L’alimentazione rappresenta il primo e più efficace strumento per prevenire e trattare la carenza di ferro. Esistono due forme di ferro nella dieta: il ferro eme, presente in alimenti di origine animale come carne, pesce e frutti di mare, e il ferro non eme, tipico di vegetali, legumi e cereali.
Tra le fonti di ferro di origine animale, il pesce azzurro è particolarmente consigliato: sardine, alici, sgombro e tonno sono alimenti ricchi di ferro e di altri nutrienti essenziali come la vitamina B12 e i folati. Secondo il gastroenterologo e nutrizionista Luca Piretta, docente presso l’Università Campus Biomedico di Roma, “una dieta equilibrata che includa carne, pesce e verdure a foglia verde, accompagnata da cibi ricchi di vitamina C, rappresenta la base per mantenere livelli ottimali di ferro, soprattutto nelle condizioni fisiologiche di maggior fabbisogno.”
Le verdure come spinaci, radicchio, legumi quali ceci, lenticchie e fagioli, e la frutta secca contribuiscono a integrare il ferro non eme nella dieta quotidiana. L’utilizzo del limone o di altri agrumi come condimento aiuta a potenziarne l’assorbimento.
Nonostante un’alimentazione attenta, in alcune situazioni la sola dieta non è sufficiente per correggere una carenza di ferro già in atto. È fondamentale rivolgersi al medico per una diagnosi accurata e per individuare eventuali cause sottostanti. Il trattamento può prevedere l’uso di integratori a base di ferro, solitamente solfato ferroso, da assumere sotto controllo medico per un periodo che può variare da quattro a sei mesi.
L’assunzione di integratori deve essere accompagnata da un monitoraggio costante per evitare effetti collaterali e per assicurare il ripristino dei livelli fisiologici di ferro e emoglobina.
